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Ginkgopolis, recensione ed unboxing

Una fase di una partita a Ginkgopolis


Ginkgopolis è il nuovo gioco da tavolo di Xavier Georges che per chi non lo conoscesse è uno di quelli che hanno messo le mani su Troyes e Tournay due dei best seller degli ultimi anni. Ginkgopolis, però, non ha molti legami con i suoi illustri predecessori essendo un gioco piuttosto diverso. L’edizione italiana, il solo regolamento è in italiano perchè il gioco è indipendente dalla lingua, è curata dalla uPlay che continua nella sua collaborazione con la Pearl Games. Ginkgopolis è un gioco con un regolamento molto breve, saranno 4-5 pagine al massimo, poche azioni da fare e tante tante variabili da tenere sotto controllo. Quindi rientra a pieno diritto nella categoria dei giochi facili da imparare e difficili da giocare bene. Il nostro scopo è quello di costruire una città eco compatibile, siamo nel 2212 e certe cose sono diventate un obbligo, e nel farlo cercare di tenere sotto controllo il maggior numero di edifici e quindi di quartieri. Ginkgopolis si può giocare da 1 a 5 giocatori e la durata prevista è di 45 minuti a partita. Per quanto riguarda la durata io aggiungerei una mezzoretta soprattutto durante le prime partite e se ci sono giocatori che soffrono di iper analisi.

Ci sono tre tipi di edifici, industriali, uffici, tempo libero, che sono identificati da tre colori, rosso, blu e giallo rispettivamente. Gli edifici industriali producono risorse, quelli blu progetti/tessere per nuovi edifici e quelli gialli punti vittoria. Nella città iniziale ci sono tre edifici di ogni tipo e sono disposti a caso in una matrice 3 x 3 di tessere. Intorno a questa città vengono posizionati dodici segnalini, raffiguranti le prime dodici lettere dell’alfabeto, che indicano le direzioni in cui si potrà espandere la nostra città.

La prima cosa da fare per i giocatori è quella di dotarsi di tre tecnici a testa. I tecnici, come gli edifici, sono di tre colori e sono ad essi correlati. Il sistema di distribuzione dei tecnici è quello del card drafting reso popolare da 7 Wonders. Ogni giocatore pesca 4 carte tecnico e ne tiene una passando le altre al giocatore di sinistra. Il tutto si ferma quando tutti i giocatori hanno tre tecnici a testa. Ogni tecnico fornisce i materiali con cui iniziare il gioco (tessere, risorse e punti vittoria) e dà un’abilità permanente durante tutta la partita. Le abilità dei tecnici si attivano a seconda delle azioni che eseguiamo durante la partita. Le altre carte tecnico vengono riposte nella scatola.

Il cuore di Ginkgopolis ruota intorno alle carte ed alle tessere. Le carte sono di due tipi, carte urbanizzazione e carte edificio. Ad ogni turno un giocatore potrà svolgere una di queste azioni. Le azioni sono contemporanee tra i giocatori al tavolo

– Giocare una carta urbanizzazione da sola
– Giocare una carta edificio da sola
– Giocare una carta urbanizzazione più una tessera edificio
– Giocare una carta edificio più una tessera edificio

Queste quattro azioni permettono, nell’ordine, ottenere tessere edificio, risorse, punti vittoria oppure di ampliare la città o aumentare l’altezza degli edifici già esistenti. Gli edifici della nostra città, infatti, possono essere alzati ed è il piano più alto che definisce la destinazione d’uso dell’edificio. Per cui un edificio che ha l’ultimo piano blu sarà un edificio di uffici. Per costruire un edificio ex novo o innalzarne uno già esistente sono necessarie delle risorse, ogni giocatore ha le sue, che serviranno poi ad individuare anche chi è il “padrone” dell’edificio. Da tener presente che ogni piano che costruiamo ci fa prendere possesso anche della carta corrispondente che ci fornirà un’abilità supplementare per il resto della partita o dei punti vittoria alla fine della partita.

Alla fine della partita la città avrà dei quartieri, formati da almeno due tessere delle stesso colore ortogonalmente adiacenti, e chi avrà la maggioranza di risorse nel quartiere prenderà tutti i punti vittoria ad esso destinati. Il secondo in questa classifica invece prenderà solo un numero di punti vittoria pari alle risorse investite. Quindi è fondamentale costruire con giudizio e cercare di contrastare gli altri giocatori difendendo le proprie posizioni.

In Ginkgopolis è fondamentale dove si costruisce, come si costruisce e quando lo si fa. L’interazione è molto alta perchè è una lotta continua di piazzamenti ed innalzamenti. Soprattutto quando al tavolo ci sono più di tre giocatori la cosa diventa veramente all’ultimo sangue. Si tratta a tutti gli effetti di un german game. L’unica parte aleatoria è la pesca delle tessere ma influisce veramente poco. Le carte, dai tecnici agli edifici, girano tutte col sistema del card drafting quindi non c’è fortuna. Semplicemente ad ogni turno tutte le carte che non utilizziamo passano agli altri.

Le meccaniche sono ben oliate ed in 5-6 partite non ho riscontrato alcun difetto. Scorre tutto fluido, è divertente giocarci e funziona bene. I materiali sono di ottimo livello sia le carte che le tessere. Il mio consiglio è di imbustare le carte perchè passano spesso di mano e vanno mischiate di sovente. Il voto che ha su Boardgamegeek è sostanzialmente meritato.

C’è qualcosa che non va in Ginkgopolis? Certamente si. L’ambientazione è posticcia, non si ha la sensazione di costruire una città ed il gioco come capita spesso con i giochi di ispirazione tedesca è molto freddo da questo punto di vista. Altro difetto è il manuale scritto veramente male, degno del miglior Wallace, per fortuna è breve e quindi se ne viene a capo abbastanza velocemente. Se volete qualcosa che possa ricordare vagamente Sim City allora vi consiglio Suburbia. Se invece cercate un gioco veloce che però non è un filler, con delle meccaniche ben tarate, con grande interazione ed una bella base di strategia e tattica allora date una chance a Ginkgopolis. Io ho acquistato Ginkgopolis a Lucca Games allo stand della uPlay, sul sito è in vendita a 39.95 euro. Sulla pagina di Facebook di Giochi & Giocatori trovate una photogallery dei materiali e del gioco. Buona Visione e Buon Gioco.

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