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Alien Frontiers, recensione ed unboxing

Alien Frontiers è un gioco di piazzamento e maggioranze con un uso dei dadi alternativo

Alien Frontiers è un gioco di piazzamento e maggioranze con un uso dei dadi alternativo


Alien Frontiers è un gioco da tavolo per 2-4 persone ed una partita non dovrebbe durare più di novanta minuti. L’ambientazione è di tipo fantascientifico e l’obiettivo è quello di colonizzare un pianeta che è stato liberato dagli alieni che lo dominavano in precedenza. La fazione che riesce a stabilire il proprio controllo sul maggior numero di regioni del pianeta ha ottime probabilità di vincere. Alien Frontiers si inserisce in un filone di giochi che propone un utilizzo differente dal solito dei classici dadi a sei facce. Una prima proposta è arrivata grazie a Kingsburg di Andrea Chiarvesio e successivamente a Troyes che ha riscosso un successo mondiale con una serie di meccaniche divertenti ed intriganti. Per questo motivo il mio approccio ad Alien Frontiers è stato ricco di speranze. Ogni giocatore all’inizio ha a disposizione tre dadi/astronavi con i quali può attivare una o più locazioni tra quelle che circondano il pianeta da colonizzare. Ogni locazione permette un’azione che va dalla produzione delle risorse, all’utilizzo delle risorse stesse, passando per la costruzione delle colonie ed il piazzamento delle stesse sul pianeta. E’ possibile anche attivare una locazione che permette di aumentare il numero di astronavi della nostra flotta, fino ad un massimo di sei. Discorso a parte meritano i pirati e la ricerca di artefatti alieni.

I dadi sono il fulcro di Alien Frontiers

I dadi sono il fulcro di Alien Frontiers

Per attivare le varie locazioni sono necessarie particolari combinazioni di dadi. Dadi doppi, dadi tripli, sequenze di tre valori oppure di due, valori singoli. Insomma non c’è un tiro di dado che vi impedirà di fare azioni, però se in alcuni momenti della gara avrete bisogno di una particolare azione vi toccherà sperare nel tiro giusto. Ci sono dei modi per influenzare i tiri di dadi. Lo si può fare utilizzando dei particolari artefatti alieni, che si possono acquistare in una delle locazioni esterne, oppure sfruttando i bonus forniti dal controllo delle varie regioni del pianeta alieno.

Alien Frontiers, infatti, nasconde anche una meccanica di maggioranza. Man mano che le colonie atterrano sul pianeta prendono il possesso delle zone in cui il pianeta è diviso. Chi ha più colonie in un settore ne detiene il controllo. Il controllo di un settore porta ad un bonus particolare che può arrivare fino al punto di ottenere un settimo dado da utilizzare oltre a vari sconti nei pagamenti delle risorse e cose simili. Il posizionamento delle colonie fornisce punti vittoria ed anche il controllo di un settore fornisce punti vittoria che però si possono perdere nel momento in cui si perde il controllo del settore. I punti vittoria si possono realizzare anche con l’utilizzo di alcuni artefatti alieni.

Uno scorcio del board di Alien Frontiers

Uno scorcio del board di Alien Frontiers

C’è anche un minimo di interazione in Alien Frontiers. Innanzitutto tra le location esterne c’è quella dei pirati, chi la utilizza può letteralmente derubare gli altri giocatori di risorse ed artefatti alieni. Utilizzare i pirati, però, presente un rischio. Nel caso in cui si viene scalzati da quella locazione si perdono i dadi utilizzati ed è un danno non da poco. Altri modi di interagire con i nostri avversari sono l’occupazione delle locazioni più interessanti prima degli altri e l’utilizzo degli artefatti alieni come il cannone al plasma che può provocare gravi danni al bersaglio. Tutto questo ed il sistema di punteggio comportano, in genere, degli arrivi al photofinish a meno che non ci sia grande differenza tra l’abilità dei giocatori al tavolo.

La componentistica di Alien Frontiers è buona. Sono belle le colonie in legno e molto validi i dadi colorati. Le carte artefatto alieno si possono anche non imbustare perchè non verranno mischiate di frequente. Giudizio totalmente positivo? Non proprio. Avendo già giocato a Troyes mi aspettavo molto da Alien Frontiers ed invece si posiziona un gradino al di sotto. L’ambientazione si sente poco. Alien Frontiers è dipendente dalla lingua perchè c’è un po’ di testo sulle carte artefatto alieno, il regolamento però si trova in italiano sulla Tana dei Goblin. Se avete già Troyes vi consiglio di non comprarlo perchè vi deluderà, se non avete mai giocato a Troyes allora il discorso cambia. In ogni caso è possibile provarlo spendendo molto meno grazie alla versione per iPad che è molto fedele al gioco da tavolo. C’è anche un’espansione di Alien Frontiers, Factions, che permette di variare un po’ il gioco ma non ho avuto il piacere di provarla per cui non mi lancio in commenti. Io ho acquistato il gioco su ready2play al prezzo di 43.95 euro. Sulla pagina di Facebook di Giochi & Giocatori trovate una photogallery dedicata ad Alien Frontiers di una trentina di foto. Buona Visione e Buon Gioco.

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