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Le Leggende di Andor il gioco da tavolo fantasy sbanca Game Night

Una fase di gioco de "Le leggende di Andor" durante Game Night

Una fase di gioco de “Le leggende di Andor” durante Game Night


Le Leggende di Andor è un gioco da tavolo cooperativo per 2-4 persone. Una partita dura mediamente un’ora e mezza, ma dipende molto dalla quest a cui si partecpa. L’autore Michael Menzel ha voluto adottare un approccio diverso al tema del fantasy ed i risultati gli hanno dato ragione. Il dodicesimo episodio di Game Night, infatti, è dedicato proprio a “Le Leggende di Andor”. Come in tutti i fantasy ci sono diversi tipi di personaggi e diverse quest da portare a termine, generalmente di difficoltà crescente. Ogni quest ha degli elementi di variabilità che aumentano la longevità del titolo anche se è indubbio che saranno necessarie delle espansioni. Le novità del gioco sono essenzialmente tre.

Innanzitutto non sempre combattere e uccidere i mostri è la scelta vincente, bisogna adattarsi e raggiungere lo scopo come diceva il vecchio Gunny. Il gioco è essenzialmente un german game, cosa non usuale per un gioco fantasy cooperativo. La terza novità è che il gioco lo si impara giocando. Bastano due paginette semplici semplici di regole per iniziare a giocare e successivamente avanzando con le quest si aggiungono anche nuove regole per aumentare la profondità dell’esperienza di gioco.

In definitiva, però, nessuno può smentire il fatto che “Le Leggende di Andor” sia stato il gioco fantasy dell’anno. Per chi volesse approfondire c’è la recensione, oppure l’unboxing visto che la componentistica merita. Per chi vuole scandagliare meglio il regolamento c’è il video tutorial de “Le Leggende di Andor”. Per tutti gli altri la puntata precedente di Game Night è dedicata ad Article 27. Vi lascio al video della dodicesima puntata di Game Night. Buona Visione e Buon Gioco.

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  1. 11 maggio 2013 alle 11:50

    Sarà che sono un vecchio lupo dei fantasy classici all’americana, sarà che se il regolamento non è composto da almeno due volumi della treccani, questo gioco non mi ha convinto in molti punti.
    Il regolamento che dovrebbe introdurti al gioco, ad esempio, non è per nulla esaustivo lasciando troppe domande. Ad esempio non dal regolamento non si capisce se e quando devi passare il turno al giocatore seguente, dato che la maggior parte delle azioni vengono indicate come gratuite, e si possono effettuare in qualunque momento, anche quando non è il proprio turno, come ad esempio girare un segnalino nebbia. Questo però viene contraddetto dai cartoncini esplicativi che indicano di terminare il tuo turno perché si è girato il segnalino nebbia…. Stessa cosa accade con le Leggende. Se prendiamo la prima, quella introduttiva, confonde incredibilmente i giocatori, dichiarando dapprima che per vincerla bisogna uccidere tutti i Gor, poi appena se ne uccide uno ne arrivano altri, dato che ammazzare mostri fa proseguire la trama, fino a contraddirsi dopo dicendo che per vincere la leggenda dobbiamo consegnare un messaggio prima che il segnalino narratore arrivi alla lettera N, ma senza uccidere i mostri, dato che facendolo perderemmo… Uccidere i mostri uguale perdere….. Il gioco va avanti senza omicidi tra giocatori solo perché è un cooperativo e quindi basta dire “facciamo così” e tutti d’accordo. Ma un regolamento non va interpretato, è questa la cosa più grave di Andor, e tutte le meccaniche più innovative non mi porteranno a cambiare idea. Tra l’altro sta per uscire una nuova edizione con il regolamento un pò più corposo, quindi si ammette la carenza di spiegazioni da parte dell’autore, che è di per se un disegnatore famoso al primo approdo come autore. Per me, e dico per me, Andor è sopravvalutato, un semplice gioco dove si picchiano mostri, ma non troppi o si perde, con rigiocabilità nulla, dato che fatta la prima volta una leggenda si sa come muoversi. Preferisco sicuramente Talisman.

  2. 11 maggio 2013 alle 12:00

    Io sono un vecchio giocatore di ruolo, purtroppo da tempo non esercito più. Per una campagna regolare da giocare una volta a settimana regalerei gran parte della mia collezione di giochi da tavolo, quindi sui manuali e cose simili con me sfondi una porta aperta 🙂 Non ho giocato la seconda edizione di Descent, la prima era troppo pesante, ma se dovessi giocare un gioco fantasy sceglierei quelli della serie D&D della WotC, Castle Ravenloft e successivi per intenderci. Sarà la nostalgia 🙂 Le Leggende di Andor hanno un regolamento semplice, che purtroppo spesso fa rima con lacunoso, però dopo un po’ si sistema da solo. Giusta la seconda edizione comunque. Il gioco è easy, piace a tutti, colorato bene, attira anche quelli che non vogliono menare le mani e lanciare incantesimi ed il fatto che è cooperativo e schematico attira nuovi giocatori. Lo si vede anche nel video con i giocatori che contano le mosse e simulano gli sviluppi futuri, cosa che odio. Secondo me le chiavi del successo sono state, grafica, quest con obiettivo preciso e non sempre guerresco, traduzione italiana, cooperativo, semplicità di spiegazione ed utilizzo. Ha pro e contro, ma quando tiro fuori la scatola di Wrath of Ashardalon alcuni storcono il naso, se tiro fuori Andor nessuno si tira indietro. Per essere un’opera prima poteva fare molto peggio secondo me.

  1. 3 giugno 2013 alle 16:49

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