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Murder City, recensione ed unboxing del gioco da tavolo investigativo

Le carte omicidio e le carte prova sono il fulcro di ogni indagine a Murder City

Le carte omicidio e le carte prova sono il fulcro di ogni indagine a Murder City


Murder City è un gioco da tavolo per 2-5 persone ideato da Will Hindmarch e edito dalla White Wolf quelli del gioco di ruolo di Vampiri tanto per capirci. Il gioco è ambientato in un lontano futuro in cui le città sono enormi e la Terra è dominata da mega corporazioni. Il nostro ruolo è quello di jovan/detective impegnati a risolvere casi di omicidio. Murder City è un gioco da tavolo un po’ sui generis perchè cerca di mischiare il gioco di ruolo ed il gioco di narrativa con meccaniche più classiche. Questo mix può piacere oppure no ma è una parte integrante della valutazione che va fatta su Murder City. Io, come giocatore, ho un background da giocatore di ruolo e l’ambientazione cyberpunk unita al ruolo dell’investigatore privato è stata irresistibile. Ho acquistato il gioco, a scatola chiusa, in uno stand durante l’ultima edizione di Lucca Games. Era un negozio privato del quale, purtroppo, non ricordo il nome.Il gioco in effetti è del 2007 e potrebbe essere di difficile reperibilità.

Ogni giocatore assume il ruolo di un detective ed avrà i suoi punti di forza ed i suoi punti di debolezza. I cinque detective sono diversi tra loro ma assolutamente bilanciati. Il gioco si svolge in due fasi, fase di investigazione e fase di dibattimento, che vanno ripetute ogni turno per sei turni. Ogni detective parte con tre casi di omicidio da risolvere. Ogni caso è caratterizzato da un colore, tre possibili sospetti e tre tipologie di prove da raccogliere per portare il caso davanti al giudice ed ottenere una condanna. Le prove sono di cinque tipi diversi: arma del delitto, testimone oculare, interrogatorio, prove raccolte dalla scientifica e opinioni professionali. Le carte prova sono caratterizzate da un colore che deve combaciare con quello del caso che stiamo seguendo, da una tipologia di indizio e da un valore compreso tra 1 e 3.

Una carta omicidio di Murder City

Una carta omicidio di Murder City

Se al termine della fasa investigazione un detective ha già raccolto le tre prove necessarie a presentare il proprio caso allora decide di passare alla fase di dibattimento. Per raccogliere le prove si può commerciare/barattare con gli altri detective oppure pescare le carte prova dai rispettivi mazzi. Le prove teoricamente dovrebbero essere dello stesso colore del caso che stiamo seguendo, ma nulla vieta di tentare di raggirare giudice ed uditore con una prova del tipo giusto ma del colore sbagliato. E’ possibile andare alla fase di dibattimento anche con due sole prove ma non è consigliabile. Il sistema giudiziario del futuro prevede, prima di arrivare davanti al giudice, un passaggio davanti ad un uditore. Nel gioco questo ruolo è ricoperto dal giocatore alla nostra sinistra a meno di casi speciali. Davanti all’uditore dovremo raccontare la storia che sta alle spalle del nostro caso utilizzando le prove che abbiamo raccolto. Una volta terminato il nostro racconto l’uditore potrà decidere di

– Bloccare il caso
– Lasciarlo passare
– Appoggiarlo davanti al giudice

Per bloccare il caso, in base al racconto ascoltato, l’uditore deve individuare una prova errata. Per appoggiare il caso, invece, l’uditore mette in discussione la propria reputazione per supportare il caso davanti al giudice. Superata la fase dell’uditore si arriva davanti al giudice. Il detective somma i valori, da 1 a 3, delle prove che ha raccolto e tira tanti dadi a sei facce quanti sono quelli indicati dalla somma. Ogni carta omicidio prevede tre livelli di condanna con le rispettive ricompense. I tre livelli sono tre numeri di valore crescente e con il nostro tiro di dado dobbiamo stare al di sopra del valore minimo per ottenere una condanna. Alla fine dei sei turni il detective più ricco di crediti ha vinto. Completano il quadro dell’ambientazione le carte legwork e hardship. Le prime vengono pescate ad ogni turno e possono essere utilizzate contro gli altri detective oppure a proprio favore, le seconde rappresentano le psicosi ed i risultati dello stress della vita del detective privato e si ottengono pescando più carte, tirando più dadi davanti al giudice, sbagliando una valutazione come uditore ed in altri modi.

Il setup di una partita a quattro giocatori di Murder City

Il setup di una partita a quattro giocatori di Murder City

Giocare a Murder City ha un senso solo se ci si cala nell’ambientazione e si interpretano i personaggi, altrimenti sono solo carte scambiate e tiri di dadi con l’aggiunta della storiellina di contorno. Siccome il gioco dura un paio di ore non vale la pena di affrontare una partita se non lo si fa con la predisposizione giusta. Le meccaniche sono semplici e il gioco si spiega in pochissimi minuti. La grafica purtroppo per quanto bella in alcune cose rende difficile la lettura delle carte in altri casi. Da questo punto di vista si poteva fare meglio. La componentistica è sufficiente, le carte si dovrebbero comunque imbustare. Un’altra possibile pecca è la pesante dipendenza dalla lingua. Le carte sono il motore del gioco e sono tutte o quasi ricche di testo ed utilizzano un linguaggio infarcito di espressioni da strada. Questo costruisce una bella ambientazione ma rende il gioco virtualmente inaccessibile a chi non conosce la lingua. Per chi vuole provare il gioco si dovrebbe trovare in giro intorno ai 30 euro. Se cercate un gioco di deduzione provate a dare uno sguardo al video tutorial di Lady Alice, se invece siete orientati più sulla narrazione provate a guardare la puntata di Table Top dedicata a C’era una volta. Sulla pagina di Facebook di Giochi & Giocatori trovate una photogallery dedicata a Murder City. Buona Visione e Buon Gioco.

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