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The Great Zimbabwe, recensione ed unboxing

I monumenti sono il segno della vittoria in The Great Zimbabwe

I monumenti sono il segno della vittoria in The Great Zimbabwe


The Great Zimbabwe è uno gioco da tavolo per 2-5 giocatori ed una partita può superare tranquillamente le due ore. La casa editrice è la famosa Splotter Spellen che ogni anno, o quasi, sforna un gioco e ne stampa pochissime copie. Capita di sovente che questi giochi diventino molto ricercati tra appassionati e collezionisti. L’ambientazione, come si può facilmente intuire, è africana. Ogni giocatore gestirà un impero che cercherà di sopravanzare gli altri dimostrando la sua superiorità culturale ed economica. Il simbolo di questa superiorità è il numero e la grandezza dei propri monumenti. I giochi della Splotter Spellen riguardano, spesso, la gestione economica e commerciale. Indonesia da questo punto di vista è un ottimo esempio. The Great Zimbabwe non fa eccezione. Rispetto ai suoi predecessori ha un regolamento più semplice ma una uguale profondità e complessità. E’ un gioco da tavolo per giocatori ed ha bisogno di applicazione ed attenzione per essere giocato in maniera soddisfacente e divertente. E’ uno di quei rari giochi in cui si arriva alla fine e si è comunque soddisfatti indipendentemente dal risultato ottenuto.

Il gioco ruota intorno attorno a cinque capisaldi. Le risorse, gli artigiani, i monumenti, gli specialisti e le divinità. Tutto questo si traduce in ricchezza che è rappresentata dal numero di capi di bestiame a disposizione del nostro re, paese che vai moneta che trovi. Le risorse si trovano sul territorio e devono essere ad una distanza minima per essere sfruttate. Gli artigiani possono essere di due livelli, base e avanzati, con i secondi che per lavorare devono essere a portata dei primi. I monumenti richiedono risorse per essere innalzati e più sono alti più portano punti. Specialisti e divinità aiutano il re durante la partita. Le divinità non vengono mai utilizzate tutte e forniscono grande variabilità alla partita, anche perchè in Africa vigeva il monoteismo e quindi non si può avere più di un dio dalla propria parte ad ogni partita.

Il board per una partita a quattro giocatori di The Great Zimbabwe

Il board per una partita a quattro giocatori di The Great Zimbabwe

Ogni turno di gioco, si gioca fino a quando un re non ha raggiunto le condizioni di vittoria, è composto da quattro fasi.

1- Generosità dei Re

2- Religione e Cultura

3- Redditi

4- Comparazione dei culti

La generosità dei Re è una sorta di asta per l’attribuzione dell’ordine di gioco del turno che non è cosa da poco. La tipologia di asta è molto molto interessante. Le tessere degli imperi vanno posizionate nell’ordine determinato dai punti necessari per vincere e poi si comincia ad offrire. Si offre bestiame e man mano che lo si posiziona finisce sulle tessere. Minimo uno per impero ad offerta, ma per metterne due sullo stesso impero è necessario offrirne un quantitativo tale da riempire anche gli altri. Ad esempio se si gioca in quattro e si offrono 5 capi di bestiame allora procedendo in ordine si potrà posizionare un secondo capo di bestiame sul primo impero sul quale abbiamo offerto. Questo sistema porta a riempire tutte le tessere con uno o più capi di bestiame. Alla fine chi rinuncia a mettere in gioco capi di bestiame diventa l’ultimo del turno e così via. Mi è piaciuto molto e l’ho trovato intrigante come sistema.

Religione e Cultura è la parte corposa del turno e comprende la scelta dello specialista o della divinità. Le altre azioni possibili sono l’utilizzo di uno specialista in nostro possesso, la costruzione di un nuovo monumento, l’insediamento di un nuovo artigiano di primo o secondo livello e l’innalzamento di un monumento esistente. Per insediare nuovi artigiani e innalzare o costruire monumenti c’è bisogno di una rete di approvvigionamento con le risorse ad una distanza raggiungibile minima. Da notare che i monumenti possono essere usati come stazioni di cambio, si azzera il conteggio della distanza, ma solo per raggiungere gli artigiani e non le risorse. Sembra una cosa difficile ma le dimensioni ridotte del board, è componibile e cambia ad ogni partita, rendono il tutto piuttosto intuitivo. E’ bene considerare anche il fatto che le risorse sono esauribili chi le usa per primo le consuma, per quel turno, ed è un fatto strategicamente non di secondo piano. Si possono aggiungere risorse al board, ma anche queste risorse di seconda generazione sono in numero limitato e quindi la penuria è un problema con il quale avremo a che fare per tutta la partita.

La terza fase è quella delle rendite in cui ogni Re riscuote i pagamenti presenti sulle carte tecnologia, quelle necessarie per gli artigiani, le carte divinità e le carte specialista. Un ulteriore rendita è data dall’altezza massima del monumento più alto del nostro impero.

La quarta fase è quella in cui si verificano le condizioni di vittoria e si tolgono gli indicatori di esaurito dalle risorse. Le condizioni di vittoria meritano un discorso a parte. L’obiettivo iniziale è quello di arrivare per primo a 20 punti vittoria che si totalizzano essenzialmente con i monumenti ed in maniera minore con gli artigiani. Questo obiettivo cambia in alto o in basso a seconda degli specialisti, delle divinità e degli artigiani/tecnologie che scegliamo durante la nostra partita. Quindi se scegliamo qualcosa di potente il nostro obiettivo di vittoria salirà considerevolmente e potrebbe accadere che un impero con pretese più modeste ci superi sul filo di lana. Il limite massimo è comunque 40 punti oltre i quali non si può andare.

Setup per una partita a quattro giocatori di The Great Zimbabwe

Setup per una partita a quattro giocatori di The Great Zimbabwe

The Great Zimbabwe è un gioco appagante e bello ma per nulla facile da dominare. All’inizio si può restare spiazzati. Non è facile costruire una rete di risorse/artigiani di primo livello/artigiani di secondo livello funzionante. E’ indispensabile sfruttare le infrastrutture costruite dagli altri giocatori, si paga per farlo, altrimenti è difficile se non impossibile vincere. Il gioco ha un’alta rigiocabilità visto il numero di variabili in gioco. Non c’è assolutamente incidenza della fortuna. L’ambientazione e la grafica non sono i motivi per cui sceglierete un gioco del genere. La prima si sente poco e la seconda è piuttosto tribale o se preferite elementare. Può piacere oppure no. La componentistica non è di primo livello anche se le carte sono di buona fattura così come i componenti in legno. Le tessere in cartone potevano essere migliori. The Great Zimbabwe è esaurito, l’unico modo di trovarlo è nelle giacenze di qualche store online oppure da qualche giocatore su eBay o sui vari forum, il prezzo dovrebbe essere di 79.50 euro ma con i giochi della Splotter Spellen non si può mai dire. Il gioco è bilingue, inglese e tedesco, ma è un problema legato solo al regolamento che si trova comunque in italiano sulla Tana dei Goblin. In definitiva è un acquisto che vi consiglio di fare se siete giocatori appassionati e non vi spaventa cimentarvi con qualcosa di profondo. Se cercate qualcosa di meno complesso è meglio indirizzarvi su titoli di genere diverso come Navegador, Dominare o The New Science. Sulla pagina di Facebook di Giochi & Giocatori trovate una photogallery dedicata a The Great Zimbabwe. Buona Visione e Buon Gioco.

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  1. 3 luglio 2013 alle 12:56
  2. 31 dicembre 2013 alle 16:24

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