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Trono di Spade seconda edizione, recensione e opinioni

La vita nelle lande di Westeros è sempre molto movimentata

La vita nelle lande di Westeros è sempre molto movimentata


Fino a tre anni fa il Trono di Spade era noto solo ai tanti lettori di George R.R. Martin e della sua saga. Dall’arrivo su Sky e sul web della serie tv si è cominciato a parlare delle vicende della famiglia Stark e della famiglia Lannister anche in autobus e sulla metro. Il Trono di Spade, però, è anche un gioco da tavolo arrivato alla seconda edizione. Non voglio annoiarvi con una recensione classica che esamini il regolamento punto per punto visto che si tratta di un gioco che comunque è sul mercato da diverso tempo. Alcuni lettori mi hanno chiesto di approfondire degli aspetti ben precisi e quindi mi sono dedicato a quelli. Il Trono di Spade è essenzialmente un gioco di combattimento, c’è una parte dedicata alla politica ed alla gestione delle risorse ma alla fine se non si combatte non ci sono possibilità di competere per la vittoria finale. Ci sono due soli modi per vincere, si possono accumulare sette castelli/fortezze oppure bisogna avere più castelli/fortezze degli avversari al termine del decimo turno di gioco.

Il Trono di Spade è un gioco a fortuna zero, il combattimento si gestisce solo tramite il numero di truppe presenti sul posto, ognuna ha un suo valore predefinito, e usando le carte speciali della famiglia che si gestisce. Volendo si possono aggiungere delle carte che aggiungono un po’ di aleatorietà al combattimento ma sono opzionali e non a tutti piacciono. Impostare una buona strategia è fondamentale e bisogna sempre prestare attenzione all’arrivo dei bruti da oltre la barriera perchè potrebbero sparigliare tutte le forze in campo.

Dal Nord gli Stark hanno un punto di vista privilegiato

Dal Nord gli Stark hanno un punto di vista privilegiato

Sono tre i fattori di cui tenere conto quando si gioca a Il Trono di Spade. Innanzitutto quello militare che però non basta da solo. Infatti bisogna tenere sott’occhio le scorte che definiscono il numero di eserciti che una casata può permettersi e gli indicatori di influenza. Essere i possessori del Trono di Spade piuttosto che del Corvo Messaggero o della Spada in acciaio di Valyria spesso fa la differenza tra vittoria e sconfitta nei momenti importanti. Le domande che sorgono più spesso tra i giocatori sono tre e riguardano, ambientazione, componentistica e bilanciamento.

I Lannister pagano sempre i loro debiti

I Lannister pagano sempre i loro debiti

Per quanto riguarda l’ambientazione è resa molto bene, tutto rispecchia i luoghi che abbiamo imparato a conoscere con i libri e con la serie. Le famiglie sono differenziate e diverse tra loro. Niente di trascendentale insomma ma gli appassionati della saga ci si ritroveranno sicuramente. La componentistica è di buon livello anche se avrei preferito il legno al posto della plastica, per il resto è tutto sugli standard della Fantasy Flight. Il bilanciamento è una delle critiche che più spesso si levano nei confronti di questo gioco. Giocandolo in sei ovviamente non ci sono problemi di sorta e il senso di appagamento è totale. Quando il numero di giocatori scende a 5 o a 4 ci sono delle differenze perchè i regni neutrali sono certamente meno “problematici” degli avversari umani e chi li ha vicini parte da una posizione di vantaggio o presunto tale. Io personalmente ho giocato con qualsiasi configurazione e non ho mai ravvisato grossi problemi però non escludo che degli hard gamer possano avere problemi in tal senso. Una cosa vi consiglio, se ci sono persone che non amano i giochi di combattimento non fateli sedere al tavolo appesantirebbero la partita, scegliete qualche altro gioco più pacifico come Terra Mystica o Bora Bora. Sulla pagina di Facebook di Giochi & Giocatori trovate una photogallery con una sessantina di foto dedicata a Il Trono di Spade seconda edizione. Buona Visione e Buon Gioco.

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  1. 30 dicembre 2014 alle 19:22

    Io lo trovo strepitoso! Se non fosse che ad ogni partita c’è un nuovo giocatore e se ne vanno 45 minuti di spiegazioni…

    • 31 dicembre 2014 alle 12:09

      Ciao Otello, hai ragione i tempi di spiegazione sono piuttosto lunghi. Però con il successo della serie ho trovato molta gente che aspetta volentieri pur di giocare 🙂

      • 3 gennaio 2015 alle 14:05

        Concordo. Mi lamento perché quello che spiega sono sempre io! Ahah!

  1. 16 ottobre 2013 alle 12:37
  2. 22 gennaio 2014 alle 17:28
  3. 18 settembre 2014 alle 18:40
  4. 10 dicembre 2014 alle 00:04

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