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Clash of Cultures, recensione ed unboxing dell’erede di Civilization

L'inizio della partita è uguale per tutti. Un colono e una città

L’inizio della partita è uguale per tutti. Un colono e una città


Clash of Cultures è un gioco da tavolo per 2-4 persone con una durata che può arrivare fino a quattro ore. Il gioco è uscito più o meno un anno fa ma solo ora sono riuscito a trovare il tempo per poter fare una serie di partite tale da avere il materiale per scrivere una recensione attendibile. Prima di cominciare con la recensione occorre fare alcune premesse. Clash of Cultures è di Christian Marcussen l’autore di Merchants and Marauders un gioco di pirati che mi è piaciuto. Seconda premessa, io adoro i giochi di civilizzazione e non ho grosse remore a giocare giochi lunghi e dal regolamento importante. Clash of Cultures appartiene a questa categoria. Quindi leggendo la recensione applicate pure questa tara visto che non tutti i giocatori hanno i miei stessi gusti. Clash of Cultures non propone una partenza asimmetrica, tutte le civiltà sono uguali, e non propone una caratterizzazione delle varie civiltà. L’unica differenza sta nel colore delle pedine.

Ogni giocatore ha il suo board personale dove segnare le risorse della civiltà e le conoscenze accumulate

Ogni giocatore ha il suo board personale dove segnare le risorse della civiltà e le conoscenze accumulate

Clash of Cultures ha un regolamento che necessita di 2-3 partite per essere assimilato in tutte le sue eccezioni. Nulla di complesso a dire il vero, solo che c’è veramente tanta carne al fuoco ed è normale riferirsi al manuale molto spesso durante le prime partite. Per questo motivo non mi addentrerò nel regolamento. Vi basti sapere che nel gioco ci sono cinque risorse: ferro, legno, cibo, soldi e idee. Tre di queste risorse si possono trovare sfruttando le nostre esplorazioni. Clash of Cultures propone una sorta di fog of war, le tessere terreno sono sconosciute e piazzate a caso ad inizio partita. Questo sicuramente fornisce una bella longevità e variabilità al gioco. In sostanza le pianure danno cibo, così come le zone di mare se si dispone delle conoscenze necessarie, le montagne danno metallo e le foreste danno legno.

Lo sviluppo tecnologico è molto semplice. Una volta acquisite le conoscenze base di ogni ramo del sapere si potrà sviluppare la propria civiltà come meglio si crede. Acquisire una nuova conoscenza costerà due risorse, siano esse cibo, monete o idee. Anche in questo caso sono previste delle eccezioni e delle propedeuticità tra le conoscenze, ma il funzionamento base è questo. Tra le tecnologie ci sono anche le forme di governo, sono solo tre, che sono esclusive. Se si persegue la democrazia si potrà avere accesso solo alle conoscenze corrispondenti, si può però decidere di abbandonare in toto una forma di governo per dedicarsi ad un’altra. In questo caso vanno ricollocati tutti i cubetti usati in precedenza.

Il combattimento in se è ancora più semplice. Ogni truppa, o nave se si parla di combattimento navale, lancia un dado. La somma di tutti i dadi lanciati va divisa per cinque e restituisce il numero di unità nemiche distrutte. Ovviamente a questo tiro di dadi si possono aggiungere bonus e modificatori di ogni tipo. La guerra non è il fulcro del gioco. Clash of Cultures si regge su un sottile equilibrio tra conoscenze, esplorazione, gestione risorse, guerra e sviluppo delle città. Ogni città potrà svilupparsi costruendo accademie, templi, fortezze e porti. Ognuno di questi upgrade porterà vantaggi e ricchezze. Ovviamente le città possono essere conquistate dagli altri giocatori.

Il grado di cultura e di felicità delle singole civiltà è un indicatore di cui tenere conto se si vuole vincere una partita, anche perchè scatena le carte evento e dà la possibilità di accedere ad un certo tipo di conoscenze e/o di strutture. Una parte importante di Clash of Cultures è data dalle carte azione, evento ed obiettivo. Le carte obiettivo danno punti vittoria, le carte azione possono essere usate nelle varie fasi del gioco per ottenere dei bonus o per dare dei malus agli avversari. Le carte evento, che spesso sono state criticate su forum e blog, colpiscono chi le pesca oppure i giocatori che rispondono ad un certo tipo di requisiti. Ad esempio il giocatore che ha più navi o più fortezze subisce una penalità. Io penso, tralasciando il fatto che c’è una modalità di gioco che prevede il non utilizzo delle carte evento, che non influiscano più di tanto sulla vittoria finale. Chiaramente nelle prime partite sono piuttosto sorprendenti e quindi potenzialmente letali, ma una volta capiti i meccanismi del gioco non creano più questo sbilanciamento. E’ una semplice questione di esperienza.

Per giocare a Clash of Cultures c'è bisogno di un tavolo grande

Per giocare a Clash of Cultures c’è bisogno di un tavolo grande

Conclusioni. Le meccaniche di gioco sono piuttosto semplici, tre azioni per giocatore ogni turno, ci si muove, si combatte, ci si espande, si migliorano le proprie conoscenze, si acquisiscono risorse. La componentistica è clamorosa, sembra di fare un passo indietro all’epoca dei soldatini della Atlantic, chi se li ricorda? Tutto in plastica, ma di ottima fattura. Il board componibile e i cubetti di legno sono sopra la media. Unico appunto per le carte che vanno imbustate visto che sono un po’ fragiline. L’interazione, per ovvi motivi, è decisamente un fattore di cui tener conto. La dipendenza dalla lingua è alta perchè le carte e il regolamento sono in inglese. Per fortuna sulla Tana dei Goblin si può trovare un player aid in italiano molto utile. La longevità e la rigiocabilità mi sembrano di ottimo livello e non ho notato cali di qualità passando da 4 a 2 giocatori. In definitiva se non vi spaventano i regolamenti belli corposi, la durata del gioco ed una piccola incidenza della fortuna allora Clash of Cultures è il gioco che fa per voi. A me è piaciuto molto e lo metto allo stesso livello di Terra Mystica e Specie Dominanti, giusto per nominare due giochi dello stesso periodo. Io l’ho comprato su Ready2Play. Ora lo trovate anche con uno sconto del 10%. Io ve lo consiglio.

Sulla pagina di Facebook di Giochi e Giocatori potete trovare una photogallery dedicata a Clash of Cultures. Buona Visione e Buon Gioco.

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