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Giochi e Giocatori, le interviste: Roberto Mancino autore di The Sheep Race

C'è una sola pecora al comando, il fascino indiscusso di The Sheep Race

C’è una sola pecora al comando, il fascino indiscusso di The Sheep Race


Dopo qualche giorno di assenza, causa problemi tecnici di Fastweb, torno online con un’intervista a Roberto Mancino l’autore di The Sheep Race il gioco da tavolo pubblicato dalla Ghenos Games in occasione di Lucca Comics and Games. Roberto ha risposto a diverse domande sul gioco e su come è arrivato a pubblicarlo, ma ha raccontato anche qualcosa sul suo essere giocatore. The Sheep Race è stata una bella sorpresa, l’ho inserito anche nella mia personale classifica dei migliori dieci giochi light del 2013. Se volete un parere più approfondito vi consiglio di leggere la recensione che ho scritto qualche mese fa. Ora vi lascio a Roberto Mancino ed alle sue risposte. Buona Lettura.

La prima domanda, che è stata quella di molti giocatori, come mai le pecore e non i cavalli, o i cani o magari qualche mezzo meccanico?
Nell’immaginario comune le pecore rappresentano un animale buffo, simpatico. Questo ricalca perfettamente lo stile su cui ho improntato il gioco.

Come è nata la storia del campionato mondiale delle pecore?
Il campionato mondiale delle pecore è nato con uno scambio di idee con l’editore. Inizialmente l’ambientazione era molto più fantasy ma poi ci è piaciuta l’idea di un campionato mondiale, dove ogni personaggio fosse ben caratterizzato e proveniente da una diversa nazione.

Il sistema di movimento delle pecore sul percorso è molto interessante, come lo hai ideato? Ti sei ispirato a qualcosa in particolare?
Tutto ha avuto inizio con l’idea di base: selezione e movimento. Da lì ho cominciato a lavorare sulla meccanica del movimento delle pecore. Volevo creare un sistema non troppo banale che allo stesso tempo fosse intrinsecamente legato a quell’ambientazione. Così mi è venuto in mente il fattore “fiato” che ho tradotto con la gestione dei cubetti.

So che per il test di questo sistema ti sei avvalso di un software che hai creato tu stesso. Ci vuoi raccontare come è nata questa esigenza e come si è evoluta la fase di test?
Bilanciare un gioco penso che sia una delle parti più complesse nella realizzazione. Una volta che avevo stabilito dei valori iniziali per le carte pecora, il valore dei passi ed il numero di cubetti, volevo capire quanto questi valori fossero stati scelti in maniera accurata. Da qui ho creato un programma che simulasse un numero elevato di gare (più di 100.000). I risultati statistici ottenuti mi hanno permesso di apportare ulteriori raffinamenti al gioco.

Molti lettori sono anche aspiranti autori o comunque sono incuriositi dal processo di creazione di un gioco da tavolo. Ci vuoi raccontare come si è arrivati dalla tua idea alla scatola di The Sheep Race?
Inventare giochi è un’attività che mi accompagna da sempre. Alcuni sono rimasti sigillati nel cassetto, mentre altri li hanno potuti apprezzare una ristrettissima cerchia di persone. Il passo più grande è stato decidere di far conoscere “The Sheep Race” a molte persone. Così informandomi su internet trovai una fantastica manifestazione “IDEAG” che si teneva a Torino a gennaio 2013. Per chi non la conoscesse è una manifestazione in cui tanti autori (quando sono andato io eravamo 50) portavano i loro prototipi di giochi da tavolo. Oltre allo scambio di idee e di playtesting tra autori, erano presenti molti editori. In questa occasione la Ghenos Games si è interessata al mio gioco e da lì è cominciata la collaborazione.

Tu hai partecipato personalmente a Lucca Games e Ludica presso lo stand della Ghenos. Hai spiegato e dimostrato il tuo gioco a centinaia di giocatori. Che idea ti sei fatto delle loro reazioni? E’ uscito fuori qualcosa che non si era visto durante la fase di test?
Lucca Games e Ludica sono manifestazioni che accolgono una grandissima mole di persone. Diciamo quindi che non si trova solo l’appassionato di giochi da tavolo ma anche tante altre persone. Il bello è stato vedere queste persone sedersi al tavolo con lo scetticismo stampato sul volto ed alzarsi con un sorriso seguito da vari ringraziamenti per la spiegazione e complimenti per il gioco. Questa per me è una grande soddisfazione perché per me un gioco deve trasmettere emozione. La fase di testing è stata abbastanza lunga ed ha permesso di correggere alcuni dettagli. Dalla pubblicazione del gioco ad oggi non ho riscontrato anomalie.

The Sheep Race, a mio giudizio, è stato uno dei migliori giochi light del 2013. Che accoglienza ha avuto sul mercato, meglio o peggio delle tue previsioni?
Siccome per me è l’unica esperienza come autore di un gioco da tavolo non ho parametri di paragone. Quello che posso dire è che io ho sempre creduto fermamente in questo gioco. A Essen ho avuto la prima grande conferma dal pubblico e dall’editore. Col passare del tempo ho avuto tantissimi riscontri positivi. Il sogno stava diventando realtà.

Quali sono i tuoi programmi per l’immediato futuro? Continuerai a promuovere The Sheep Race, andrai a Modena o ad altre convention?
Compatibilmente con il mio lavoro cercherò di essere presente alle convention. Attualmente per Modena non ho ancora assoluta certezza ma molto probabilmente ci sarò.

Come autore c’è qualche altro progetto a cui stai lavorando? Sia come espansioni di The Sheep Race sia come giochi differenti dalla tua opera prima.
Le idee sono tante, alcune sono diventate dei prototipi che sto playtestando. Piccolo spoiler: l’espansione di The Sheep Race è pronta e farà felici sia giocatori occasionali che hard gamer. Per quanto riguarda la pubblicazione ancora non ci sono informazioni ufficiali.

Visto dall’interno il mondo dei giochi da tavolo e dei giochi di carte come ti è sembrato? Ci dici una cosa che ti è piaciuta ed una cosa che miglioreresti/cambieresti?
Ho constatato che dietro le quinte c’è sicuramente tanto lavoro. Guardare i giochi da tavolo da un’altra angolazione è stata un’esperienza piacevole e formativa.
Esistono innumerevoli giochi da tavolo ed è molto difficile emergere. Capita che alcune perle non hanno la possibilità di essere conosciute poiché alle spalle non è stato fatto un investimento adeguato o ci sono state delle mancanze che non hanno permesso di far decollare un prodotto. Inoltre mi è capitato di vedere che si lavora molto di più dal punto di vista pubblicitario piuttosto che sulla vera qualità dei prodotti. Infatti capita di trovare sul mercato tanti prodotti immaturi e pieni di bug ma conosciuti ovunque. Quello che migliorerei è proprio il processo di produzione dall’idea fino alla diffusione del prodotto. Curando ogni aspetto nei minimi particolari. Forse avremmo meno prodotti ma qualitativamente migliori.

Come giocatore quali sono i tuoi giochi preferiti?
Come giocatore amo spaziare moltissimo: La Furia di Dracula, Ticket to Ride, La Boca, Jungle Speed, Korsar, The Downfall of Pompeii …

C’è un gioco che ti piace particolarmente per le meccaniche che ha, al punto che vorresti averlo creato tu?
Ho giocato a tantissimi giochi e ci sono alcuni che amo veramente. Non ho mai provato questa sensazione, non è nel mio modo di essere.

Secondo te quale sarà il gioco da tavolo che avrà maggior successo nel 2014?
“Non ne ho idea!!!”:-) da ottobre sono stato talmente tanto preso dalle attività di autore che ho trascurato quasi totalmente il mio lato da giocatore.

Sempre in tema di interviste vi segnalo quella a Stefano Puzzo. Ringrazio Roberto Mancino per la disponibilità e per la pazienza. Mi auguro e gli auguro che sia soltanto la prima di tante interviste 🙂 Buon Gioco.

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