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Glass Road, recensione ed unboxing. Uwe Rosenberg si dà alla produzione del vetro

Le ruote che gestiscono le risorse sono fondamentali per Glass Road

Le ruote che gestiscono le risorse sono fondamentali per Glass Road


Glass Road è un gioco da tavolo per 1-4 persone. Una partita con il tavolo pieno dura intorno all’ora di gioco. L’autore del gioco, Uwe Rosenberg, è lo stesso di Agricola e Le Havre e quindi il gioco era molto atteso da tutti gli amanti dei giochi da tavolo. Il gioco è ambientato nella foresta bavarese lungo quella che veniva chiamata la strada del vetro. Lo scopo del gioco è quello di mettere su la nostra piccola area industriale per poter competere con gli altri produttori di vetro che popolano la foresta bavarese. Il mio timore più grande, rispetto a Glass Road, era che fosse l’ennesimo clone di Agricola e Le Havre, un po’ come è accaduto per Ora et Labora. Per fortuna non è così, Glass Road è un gioco che paga qualche debito rispetto ai due successi di Rosenberg, ma si può tranquillamente dire che è un gioco diverso. Ogni giocatore ha il suo board sul quale può costruire gli edifici che lo aiuteranno a produrre vetro, le miniere di quarzo, i bacini d’acqua per lavorare l’argilla, la boscaglia per ricavare il legno e tutta una serie di altri edifici. Per poter costruire gli edifici c’è bisogno di risorse e Glass Road ne ha una quantità non indifferente. Quelle fondamentali sono i mattoni ed il vetro che si ottengono combinando in vario modo tutte le altre. Le risorse si gestiscono tramite due sistemi ad orologio, un po’ come quelli di Le Havre Ancora in Porto anche se con funzionalità diverse. I due sistemi rappresentano i lavori in argilla ed i lavori in vetro. In entrambi i casi a sinistra della lancetta c’è la risorsa più preziosa, mattoni e vetro rispettivamente, a destra delle lancette ci sono le altre risorse. Ogni volta che acquisiamo una risorsa o la consumiamo le pedine si muovono sul quadrante degli orologi. Quando determinate posizioni si ritrovano senza pedine la lancetta si muove verso destra variando i valori delle risorse. Un bel sistema per simulare la produzione delle risorse lavorate. Dopo qualche minuto lo si padroneggia senza problema.

Sul board centrale troveremo tre file di edifici. La prima fila sono gli edifici di produzione, ovvero quegli edifici che ci aiuteranno a produrre risorse. Quando vengono costruiti possono essere usati in ogni momento ogni volta che si hanno le risorse necessarie per farli funzionare. La seconda fila sono gli edifici che ci garantiscono una produzione one shot di punti, risorse o altro. Sono edifici che si attivano solo al momento della costruzione. La terza fila sono i classici edifici bonus. In pratica sono edifici che ci faranno conquistare punti alla fine della partita se soddisfiamo particolari condizioni. Ad esempio un punto per ogni mattone nella nostra riserva.

La carte collaboratore/azione sono il fulcro di Glass Road

La carte collaboratore/azione sono il fulcro di Glass Road

Il fulcro di tutto il gioco, però, sono le carte azione/collaboratore. Ad ogni turno, Glass Road dura quattro turni, ogni giocatore può fare da 3 a 5 azioni. Le azioni possibili sono quelle determinate dal nostro mazzo di carte azione/collaboratore. Ogni giocatore ne ha quindici, uguali per tutti, e ad ogni turno ne seleziona cinque da giocare. Delle cinque carte selezionate ne mette una coperta davanti a sè e quella sarà l’azione del turno. Ogni fase di costruzione ha tre round e quindi si giocheranno tre carte coperte. Come si fa quindi a fare cinque azioni se si giocano solo tre carte? Molto semplice. Ogni carta azione/collaboratore ha due possibilità di azione. Quando il giocatore scopre la carta che ha giocato coperta se nessun altro ha in mano quella specifica carta può eseguire entrambe le azioni previste, se invece almeno un altro giocatore ha in mano la stessa carta allora entrambi eseguiranno una sola delle due azioni rese possibili dalla carta. Questo sistema rende fondamentale riuscire ad intuire quali sono le carte da selezionare tra le quindici a disposizione ed anche l’ordine di turno in cui giocarle. Ad esempio se due giocatori giocano il fornitore quando il primo scopre la carta attiverà tutte le carte fornitore rimaste in mano agli altri giocatori e quindi quando toccherà al secondo girare il fornitore coperto si troverà a poter effettuare entrambe le azioni perchè non ci sono altri fornitori in mano agli avversari. Un vantaggio non da poco.

Le azioni permesse dalle carte, alcune a pagamento altre gratuite, fanno costruire/acquistare edifici, produrre risorse, eliminare elementi del contesto come laghi e miniere. Il gioco termina alla fine del quarto turno. I punti si calcolano piuttosto velocemente perchè è tutto sul board. Molti edifici valgono punti vittoria, gli altri invece conferiscono dei bonus. La somma di questi due valori dà il punteggio finale.

Setup di una partita a quattro giocatori di Glass Road

Setup di una partita a quattro giocatori di Glass Road

Il giudizio finale è quindi positivo? Ni. Glass Road ha dei punti di forza, la selezione delle azioni principalmente, e dei punti deboli. Il gioco è molto caotico. Ad ogni partita gli edifici sono differenti, ce ne sono tantissimi, e di solito al massimo la metà di essi arriva in gioco. Questo rende il tutto molto aleatorio, si deve improvvisare una soluzione differente ad ogni partita e soprattutto bisogna adattarsi di volta in volta visto che anche gli altri acquistano edifici. Questo sistema ha degli aspetti positivi, ad esempio l’alta variabilità, che secondo me vengono fuori soprattutto quando si gioca in due perchè è più strategica la selezione delle carte ad ogni turno. Quando si gioca in tre e soprattutto in quattro è praticamente scontato portare a termine almeno quattro azioni per turno invece delle solite tre. Il gioco è molto veloce, ma per esperienza personale se ci sono uno o due giocatori afflitti da paralisi da analisi la selezione delle azioni diventa laboriosa. Quindici carte tra cui sceglierne prima cinque e poi tre porta via tempo. E’ probabile che questi punti deboli si vadano affievolendo dopo un tot di partite. Io ne ho giocate tra 5 e 10 e non ho ancora riscontrato questo affievolimento. Tenetene conto quindi. Se siete di quelli che fanno poche partite ad un gioco dopo averlo comprato potrebbe essere un problema.

Le meccaniche, però, mi sono piaciute. In particolare quella della selezione delle azioni, anche se avrei diminuito il numero di carte. L’interazione è sostanzialmente nulla a meno di non considerare l’acquisto degli edifici come un intoppo sulla strada degli avversari. Alla fine, quando si gioca in quattro, la selezione delle azioni non si fa pensando a cosa faranno gli altri, ma principalmente a cosa faremo noi. Diventa un po’ un solitario di gruppo, in due la cosa è diversa. La componentistica è ottima e le carte sono ben fatte. La grafica è in perfetto stile Rosenberg. Il gioco è sostanzialmente indipendente dalla lingua, le icone sulle tessere e le carte spiegano tutto tranquillamente. Nel gioco le uniche cose in inglese sono i nomi degli edifici. Per chi non volesse cimentarsi con il regolamento in inglese c’è da attendere la versione italiana della Cranio Creations. Per tutti gli altri che non vogliono attendere o che non si preoccupano per un regolamento in inglese vi dico che io l’ho acquistato su Ready 2 Play a 54 euro. Se volete dare un’occhiata alla componentistica c’è la photogallery sulla pagina Facebook di Giochi e Giocatori. Buona Visione e Buon Gioco.

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