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Han, recensione ed unboxing del gioco di Michael Schacht

La componentistica di Han è molto curata

La componentistica di Han è molto curata


Uno degli aspetti positivi di Giochi e Giocatori è che mi ha portato a condividere la mia passione per il gioco intelligente con un sacco di persone. Capita di tanto in tanto che qualcuno si offra di collaborare scrivendo recensioni o articoli di altro genere. E’ quello che è capitato con Francesco Testini che ci ha illustrato Han il gioco di Michael Schacht. Han è un gioco da tavolo per 2-5 giocatori dai 10 anni in su, ambientato approssimativamente 2200 anni fa in Cina, in un periodo di grande instabilità politica, ma anche di importanza cruciale. Infatti il cosiddetto periodo degli stati combattenti, che vide numerosi stati (tra cui Han, Wei, Zhao, Qi, Qin, Yan e Chu) combattere per la supremazia. Questo periodo diede il via all’unificazione della Cina sotto il primo grande imperatore dei Qin; dopo pochi anni però la dinastia fu spodestata dagli Han, che governarono la Cina per circa quattro secoli, e da cui il gioco prende nome.

Il tabellone rappresenta da un lato la mappa della Cina dell’epoca, utilizzabile per partite da 3 a 5 giocatori (mappa “Confini Contesi”) e dall’altro lato una mappa della capitale imperiale cinese (mappa “Via Diplomatica”) per partite da 2 a 4 giocatori. Entrambe le mappe sono divise in 9 aree rappresentate in diversi colori, chiamate provincie o distretti. In ognuna di esse vi è al centro uno spazio circolare rappresentante un drago su cui i giocatori piazzeranno gli emissari e alcuni palazzi rappresentati lungo le strade, su cui i giocatori piazzeranno invece le case. Su entrambe le mappe vi è nella parte superiore una rappresentazione stilizzata della grande muraglia cinese che funge da segnapunti da 0 a 50.

La componentistica è completata da un mazzo di 57 carte provincia rappresentanti ognuna un colore della mappa e i nomi delle corrispondenti provincie, 100 palazzi e 45 emissari di legno nei cinque colori dei giocatori, 9 dischetti conteggio circolari di colore nero, 1 segnalino imperatore, 5 piccoli blocchetti neri di legno rappresentanti le fortezze o i mercati e utilizzati solo nella variante presente a fine regolamento.

La preparazione è molto veloce; dal mazzo si escludono un numero di carte per ogni colore in base ad una tabella presente sul regolamento e dipendente dal numero di giocatori e dalla mappa utilizzata. Il resto delle carte va mescolato e posto coperto vicino al tabellone, rappresentando così il mazzo delle carte provincia. Ogni giocatore riceve all’inizio della partita una riserva di 20 case, 9 emissari (di cui uno va posto sullo zero della muraglia per il conteggio dei punti) nel colore scelto e tre carte dal mazzo delle carte provincia; sempre dal mazzo si scoprono in seguito e si rendono disponibili sul tavolo a faccia in su 3 o 4 carte, sempre in base al numero dei giocatori partecipanti.

Un'immagine dal basso di Han

Un’immagine dal basso di Han

Il gioco si svolge a turni ed in senso orario. Ad ogni turno il giocatore può piazzare i propri pezzi di gioco (case e/o emissari) sulla mappa giocando carte del colore della provincia corrispondente. Le limitazioni sono le seguenti:
– Durante un turno un giocatore può piazzare case e/o emissari in una sola provincia;
– Se una provincia è vuota, è possibile piazzare un solo pezzo;
– Se in una regione vi sono già pezzi di qualsiasi giocatore, è possibile piazzare fino a due pezzi;
– Si può piazzare un solo pezzo per ogni carta giocata;
– Si possono giocare due carte dello stesso colore come jolly (che valgono dunque come una carta di un qualsiasi altro colore).

Le case vanno giocate sugli appositi spazi raffiguranti il disegno di un palazzo e dunque finché vi sia uno spazio a disposizione in quella provincia. Gli emissari vanno invece giocati al centro della provincia, nell’apposita area circolare raffigurante il drago e la maggioranza di case di un singolo colore in una provincia determina il numero massimo di emissari che è possibile piazzare; dunque non è possibile piazzare alcun emissario se la provincia è ancora vuota.

In alternativa al piazzare pezzi sulla mappa, si può semplicemente scartare una carta.

Dopo l’azione principale il giocatore di turno pesca dal mazzo o prende carte provincia scoperte sul tavolo in qualsiasi ordine fino a ripristinare la propria mano iniziale di tre; infine, e solo alla fine del proprio turno, si ripristina la serie delle carte scoperte sul tavolo scoprendone di nuove dal mazzo.

Ogni volta che l’ultima casa è stata piazzata in una provincia, il gioco viene temporaneamente fermato e si fa un conteggio dei punti ottenuti in quella provincia (essa viene marcata con un dischetto punteggio). La fine del gioco avviene quando il mazzo delle carte provincia si esaurisce per la seconda volta. Al termine della partita si contano i punti delle provincie non ancora conteggiate su cui vi sia almeno una casa e i punti delle “alleanze” secondo gli emissari piazzati durante il gioco, seguendo l’ordine dei numeri presenti sui confini delle province sul tabellone. Si riceveranno inoltre punti bonus per case piazzate lungo una stessa strada e case piazzate su spazi porto. Vince, neanche a dirlo, chi ha più punti vittoria alla fine; in caso di parità vince il giocatore che è rimasto con più pezzi nella propria riserva personale.

Han è un gioco molto semplice da spiegare e divertente da giocare

Han è un gioco molto semplice da spiegare e divertente da giocare

Han è un gioco semplice nelle dinamiche, quanto profondo nelle strategie. Risulta essere inoltre scorrevole e di durata limitata, tanto da essere rigiocato volentieri a fine partita. E’ basato su meccaniche di maggioranza, controllo di aree e gestione di una mano di carte. Anche se a tratti potrebbe sembrare astratto, risulta comunque piacevole e ben calato nell’ambientazione. L’interazione è molto forte e si sente durante il gioco; si gioca colpo su colpo e ogni piazzamento di una casa o un emissario significa rosicchiare punti agli avversari, aspetto fondamentale nella tesa lotta alla vittoria finale; è inoltre molto utile tenere d’occhio gli emissari ancora a disposizione nella propria riserva ed in quella altrui. Il gioco è equilibrato e imprevedibile fino alla fine e la longevità è pressoché illimitata; è possibile inoltre giocare con le due interessanti varianti (fortezze o mercati a seconda della mappa usata) per aggiungere ancora più pepe alla sfida.

Pur essendo un remake dei già in passato pubblicati “Web of Power” e “China” dello stesso autore, Han apporta importanti novità:
– Il gioco è adesso giocabile anche in 2 giocatori sulla mappa “Via Diplomatica”;
– Sulla mappa per 3/5 giocatori sono state introdotte caselle per piazzare una casa lungo alcuni confini, che danno punti vittoria per entrambe le provincie interessate, ma che necessitano di uno sforzo maggiore per essere occupate;
– Sempre sulla mappa per 3/5 giocatori sono state introdotte le caselle porto; su di esse si può piazzare regolarmente una casa come negli altri spazi, ma esse danno ulteriori punti bonus per chi li occupa alla fine del gioco;
– E’ stata introdotta l’interessante variante “Mercati” per la mappa “Via Diplomatica”, che permette di modificare l’equilibrio delle maggioranze piazzando emissari extra.

Il gioco è indipendente dalla lingua; il regolamento è in tedesco, ma quello in italiano, impeccabilmente tradotto sullo stesso schema dell’originale, è facilmente reperibile su internet e quindi stampabile. La componentistica è ottima, le carte telate sono di buona qualità e l’interno stesso della scatola è raffigurato con la mappa del gioco. In generale la scalabilità è buona, ma il gioco in 3 o 4 risulta essere leggermente più interessante.

Personalmente ritengo “Han” uno dei migliori giochi di Michael Schacht, anche se devo dire che apprezzo molto anche i suoi “Africana” e “Patrizier”. Strategia al giusto livello, rigiocabilità e interazione sono i suoi punti forti, e non è poco. Si tratta comunque di un gioco di medio livello di difficoltà, se preferite qualcosa di più semplice e per i più piccoli, dello stesso autore vi consiglio caldamente “Call to Glory”, “Mondo” e l’inossidabile “Coloretto”.

In generale l’autore privilegia un design dall’impatto immediato; i suoi giochi non richiedono ore per essere spiegati e appresi (i regolamenti non superano mai le 6 pagine), ma allo stesso tempo godono di buona profondità e fanno divertire senza mai stancare troppo.

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