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Giochi e Giocatori, le interviste: Francesco e Huachong

Francesco, Huachong, ludoteca e giocatrice in arrivo :-)

Francesco, Huachong, ludoteca e giocatrice in arrivo 🙂


Ho conosciuto Francesco Testini grazie al blog ed alla pagina Facebook. Seppur molto distanti geograficamente abbiamo piacevolmente chiacchierato di giochi a più riprese. Il passaggio all’intervista è stato quasi obbligato, per lui e gentile consorte, e credo ne sia venuta fuori veramente una bella pagina da leggere. Francesco ha scritto anche qualche recensione per Giochi e Giocatori, le potete trovare andando qualche post indietro. Vi lascio all’intervista doppia di Francesco e Huachong, Buona Lettura. Alla fine Francesco ci racconta anche della sua esperienza come programmatore di giochi da tavolo online, un argomento su cui torneremo in futuro.

Qual è stato il tuo primo gioco da tavolo?
F: Da piccoli, io e mio fratello abbiamo ricevuto in regalo da mio padre la versione da tavolo delle famose trasmissioni televisive “Bis” e “Il Pranzo è servito”. In seguito insieme abbiamo messo i soldi da parte pazientemente e comprato il “Risiko!”, che avevamo visto ad alcuni amici di famiglia durante una vacanza estiva. Ho un orrendo ricordo di un mio amico che aprì la bustina dei carri armati blu con i denti, dilaniandola.
H: Lo so che potrebbe essere scontato visto che sono cinese, ma è vero! La dama cinese è stato il mio primo gioco. E poi un bellissimo gioco tradizionale cinese il “WeiQi” (in cinese 围棋), comunemente conosciuto in occidente come gioco del GO.

Quali sono i tuoi giochi preferiti e perché?
F: Il mio titolo preferito è Madeira. Poi mi piacciono i lavori di Michael Schacht, Stefan Feld, Uwe Rosenberg, Stefan Dorra, Reiner Knizia e Paolo Mori. E’ bello vedere come ogni autore di giochi plasmi i suoi giochi in modo particolare; come gli scrittori infatti, ognuno ha il suo stile che mantiene tra i vari prodotti.
H: Adoro i giochi che richiedono di mettere varie tessere insieme come in un puzzle, come Carcassonne, Glen More, Alhambra, The Castles of Burgundy o Hawaii. Poi adoro il molto impegnativo gioco ferroviario 1830.

Qual è l’evento/fiera a cui ti piace di più partecipare?
F: Per vari motivi ho sempre rinunciato a partecipare alle fiere, qualche volta anche all’ultimo momento. Partecipo però con piacere quando è possibile ai bellissimi eventi organizzati dalla “Gilda del Grifone”, nota associazione ludica di Torino di cui io e mia moglie siamo soci.
H: Sono stata solo a GiocaTorino e mi è piaciuta molto.

C’è una partita che ricordi più delle altre per il divertimento che ti ha dato?
F: Si, e anche i miei amici se la ricordano. Una partita persa a Snowdonia a causa di un cubetto evento bianco che sottraendomi subdolamente la posa di due binari mi ha impedito di raggiungere un obiettivo da 31 punti se mi ricordo bene; da allora quel cubetto bianco è passato alla storia (chi conosce il gioco sa sicuramente di cosa sto parlando).
H: Una partita a Carcassonne giocata con tutte le espansioni e mini-espansioni, molto lunga, con un territorio vastissimo, e in cui sono ovviamente venute fuori tante problematiche dovute alla sovrapposizione delle regole delle varie espansioni. Un caos molto divertente ad ogni modo.

Huachong alle prese con Carcassonne

Huachong alle prese con Carcassonne

Giochi solo ai giochi da tavolo e di carte oppure hai altre passioni ludiche?
F: Da quando ho scoperto i giochi da tavolo moderni , solo due anni fa, le altre passioni ludiche, limitate solo ai videogames nintendo, sono passate in secondo piano.
H: Mi piace giocare ai videogames in generale.

C’è un gioco che ti piacerebbe avere e che non sei riuscito a trovare?
F: Tantissimi. Tanto per fare alcuni titoli, mi piacerebbe avere “Patrizier” e “Richelieu” di Michael Schacht, “Rapa Nui” di Klaus-Jurgen Wrede, “Qin” di Reiner Knizia, “Vikings” di Michael Kiesling, “Firenze” di Andreas Steding.
H: “Bazaar” di Sid Sackson e “Wasabi” di Joshua Cappel.

Che tipo di giocatore sei?
F: Non sono un giocatore competitivo, gioco per il piacere di divertirmi. In genere tendo a non fare brutti scherzi ai compagni di gioco, a meno che non sia stato stuzzicato. Se poi giocando a Carcassonne rubassi un castello a mia moglie, mi terrebbe il muso per una settimana.
H: Mi piace molto vincere contro mio marito. Ogni volta che giochiamo, chi ha perso deve mettere un euro nel salvadanaio. Così con i soldi accumulati compriamo altri giochi.

C’è un gioco o un’ambientazione particolare che ti piacerebbe vedere sugli scaffali?
F: Rimango sempre stupefatto davanti a queste scatole magiche ed ho grande ammirazione per le menti di chi le crea. Il mio sogno è quello di vedere un giorno sugli scaffali un gioco col mio nome. Ad ogni modo, credo che questo sia il sogno di tanti giocatori come me.
H: Nessuno in particolare, i giochi di solito li sceglie mio marito, tenendo sempre conto anche dei miei gusti.

Cosa ti piace dei giochi da tavolo?
F: Il fatto che riesca a tenere insieme le persone; un gioco da tavolo è uno scrigno di emozioni sempre nuove che riesce per qualche ora a fermare il tempo e farti diventare mercante, faraone, ferroviere, aviatore, pittore, viaggiatore, eroe, capitano, cavaliere, sopravvissuto, e tanto altro ancora. Aiutano dunque ad evadere ogni tanto dalle preoccupazioni quotidiane.
H: Su questo sono pienamente in sintonia con Francesco.

Preferisci i giochi alla tedesca o quelli all’americana?
F: Stile americano o tedesco non ha importanza, l’importante per me è che l’alea non sia del tutto assente. Due dadi o un mazzo da dove pescare le carte a mio avviso sono sempre necessari per creare un po’ di divertimento in più.
H: Mi piacciono più i giochi alla tedesca. Voglio avere il controllo assoluto della situazione.

Che giochi porti ad una serata con giocatori alla prima esperienza e che consiglio daresti a chi si vuole avvicinare al mondo dei giochi da tavolo e dei giochi di carte?
F: Porterei Ticket to Ride, magari la nuova versione dell’anniversario, Call to Glory (unico gioco a cui partecipa con piacere anche mia madre), i divertentissimi La Boca, Jamaica, RoboRally o Dixit, un cooperativo come L’isola proibita o Zombicide. Poi ancora qualche gioco di carte come Coloretto, Hanabi, Saboteur. Insomma mi ci vorrebbe una valigia, ma sono sicuro che si divertirebbero e mi richiederebbero presto di rigiocare. Se siete di Torino o dintorni, vi consiglio di passare dalla Gilda del Grifone, dove si fa sia gioco di ruolo che gioco da tavolo, e dove troverete delle persone splendide che lavorano assiduamente col solo scopo di farvi divertire.
H: Carcassonne, Thurn and Taxis, Jaipur (anche se è solo da due giocatori), Bohnanza.

Nei giochi dove è prevista la scelta di un colore giochi sempre con lo stesso?
F: Mi piace il Rosso.
H: Verde.

C’è un gioco nel quale ti senti di poter competere con qualsiasi giocatore?
F: Credo di poter perdere a tutto, soprattutto con mia moglie in circolazione. Magari subdolamente approfitto quando c’è un gioco nuovo che lei non conosce bene per vincere con qualche piccola regola taciuta… A Pergamon però devo dire che sono molto bravo.
H: Sono imbattibile al gioco Mondo di Michael Schacht.

Quanti giochi hai nella tua collezione?
F e H: Quasi sessanta tra Roma e Torino.

Il prossimo gioco che comprerai?
F: Spero Istanbul, o qualsiasi altro gioco che mi consiglierà il mio amico Marco, è lui quello che mi suggerisce sempre titoli nuovi e che ha una cultura ludica molto vasta. Su Istanbul mi ha detto che è “splendido” ed è proprio il gioco che fa per me. Poi mi stanno per arrivare “Maori” e “Santiago de Cuba”.
H: La prossima espansione di Carcassonne (quella che ancora non esiste!).

Quale gioco ti ha particolarmente colpito tra quelli presentati ad Essen/Lucca?
F e H: Come detto, non ci siamo stati.

Qual è il gioco che avrà maggior successo nel 2014?
F: Difficile a dirsi, ma credo che Istanbul farà molto successo.
H: Concordia è molto bello.

Francesco davanti ad una bella partita di Chicago Express

Francesco davanti ad una bella partita di Chicago Express

E’ vero che realizzi versioni on-line di giochi da tavolo?
F: Si, collaboro a titolo del tutto gratuito con il sito web yucata.de e con l’autore Michael Schacht per il suo sito di giochi on-line.

Come si realizza la versione on-line di un gioco da tavolo?
F: Dipende dal sito (e ce ne sono decine: boardgamearena, brettspielwelt, yucata, boiteajeux solo per nominarne alcuni). Su yucata il 99% del gioco è scritto in JavaScript con elementi di JQuery, basta avere una buona padronanza in questo linguaggio e si può dire a ragione “il gioco è fatto”. Chi fosse interessato a cimentarsi in questa esperienza può contattare il webmaster del sito scrivendo a: webmaster@yucata.de; necessaria la conoscenza dell’inglese.

Quali giochi hai realizzato o stai realizzando?
F: Per il momento solo Call to Glory, un gioco di carte molto semplice; il gioco è stato pubblicato sul sito un anno e mezzo fa ed è stato giocato già quasi trentamila volte, un bel risultato. A giorni pubblicherò il mio secondo lavoro, più interessante e articolato del primo: è la trasposizione di un gioco del 2012 della coppia Kiesling/Kramer, di cui non posso però rivelarvi il nome.

Se volete recuperare le interviste precedenti potete partire da quella di Tiziano e Maria. Buona Lettura e Buon Gioco

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  1. Fabio
    4 luglio 2014 alle 14:08

    Ahahah, il cubetto bianco! 🙂

  1. 18 settembre 2014 alle 18:41

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