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Essen Spiel 2014 Day 1: Alchemists e Panthalos protagonisti delle prime presentazioni

La componentistica di Alchemist è di primo livello

La componentistica di Alchemist è di primo livello


Oggi, sedici ottobre, comincia ufficialmente la Fiera di Essen che è il punto di riferimento mondiale per quanto riguarda i giochi da tavolo ed i giochi di carte. Grazie a BoardGameGeek è possibile dare un’occhiata ai giochi presentati durante la fiera tedesca già a partire dal quindici ottobre. Ho seguito tutta la giornata in diretta e mi sono fatto una prima idea dei giochi presentati. Ne ho fatto una piccola selezione e altrettanto farò per tutti i giorni della Fiera di Essen. Si tratta di una selezione personale basata sulla visione di video ed in qualche caso sulla lettura del regolamento.

Alchemists è sicuramente il gioco da tavolo che ha rubato l’occhio in questa prima giornata di presentazioni da Essen. Il gioco della CGE che avrà l’edizione italiana a cura della Cranio Creations, con presentazione a Lucca Comics and Games, è un ottimo mix di meccaniche, componentistica di alto livello e uso di tecnologie digitali. I giocatori sono degli alchimisti impegnati a scoprire dei componenti alchemici. Per farlo dovranno effettuare degli esperimenti e scrivere delle teorie. Il gioco utilizza il piazzamento lavoratori per la selezione delle azioni, la gestione risorse per l’acquisto di componenti ed oggetti e le tecniche di deduzione per arrivare ad affinare le teorie. E’ in questo passaggio che entra in gioco l’app, disponibile per smartphone e per pc, che riconosce gli ingredienti e li combina per ottenere delle pozioni. La combinazione cambia ad ogni partita grazie al software. Le pozioni ottenute ci aiutano a scoprire la giusta composizione dei componenti alchemici e possono essere vendute agli avventurieri di passaggio. E’ possibile giocare anche senza supporti digitali utilizzando un giocatore che fa solo da master ma onestamente mi sembra una soluzione posticcia da non prendere in considerazione. Secondo la CGE il prezzo sarà di 40 euro per tutte le edizioni.

Al secondo posto di questa ipotetica classifica di giornata metto Panthalos che è un solidissimo worker placement che ha elementi, soprattutto grafici, che ricordano Trajan ed altri che mi hanno fatto venire in mante Alba Longa. Ogni giocatore ha dei lavoratori, rappresentati dai dadi, che vanno in giro per la città a compiere azioni di vario genere. Questi lavoratori, che partono dal valore 1, man mano che agiscono acquisiscono esperienza. Un lavoratore con valore 5-6 farà azioni diverse, nella stessa location, rispetto ad un lavoratore con valore 1-2. A questo bisogna aggiungere un meccanismo di gestione del leader, dei lavoratori e dell’interazione molto particolare. C’è un’arena nella città dove i giocatori si possono sfidare e quelli che perdono vedono ridotta la propria esperienza. Da tenere sott’occhio.

Aquasphere di Stefan Feld si è confermato un gioco molto interessante e di sicuro la Asterion Press ha fatto un bel colpo quando se ne è aggiudicata ai diritti per l’edizione italiana. Ci sono ben tre board da tenere sotto controllo, sette differenti scelte da poter fare ad ogni round ed una miriade di modi per fare punti e per upgradare le proprie possibilità di scelta. Tutto in perfetto stile Stefan Feld. Si candida ad essere uno dei titoli di punta del prolifico autore tedesco ed è certamente un gioco per giocatori.

Il board principale di Aquasphere

Il board principale di Aquasphere

Un gioco che non conoscevo e che ha attirato la mia attenzione è Green Deal. Si tratta di un gioco a base economica, le aziende devono generare profitto e allo stesso tempo cooperare per il bene del pianeta, che nasconde una serie di meccaniche di bluff e di doppiogioco che ne fanno un titolo molto interessante. Il tile placement che riguarda i progetti cooperativi si sposa con una modalità di punteggio alla Knizia ovvero con i diversi parametri per valutare l’azienda che devono essere non troppo distanti l’uno dall’altro per non penalizzare l’azienda stessa. Tipicamente un’azienda molto green non riesce a prevalere su un’altra magari meno orientata al rispetto dell’ambiente ma con un buon reparto di pubbliche relazioni che la fa sembrare più rispettosa di quello che è realmente.

Mi aspettavo molto da Castles of Mad King Ludwig ed invece sono rimasto un po’ deluso. In sostanza bisogna costruire un castello stanza dopo stanza e piano dopo piano. Ad inizio turno il mastro costruttore stabilisce i prezzi delle varie tipologie di stanze, gli altri giocatori che le acquistano pagano l’importo al mastro costruttore. Successivamente tocca a lui che paga l’importo alla banca. Si passa così alla seconda fase che è quella del piazzamento dei tile acquistati. Ogni tile ha le sue regole, dà i suoi punti ed eventualmente fornisce le sue abilità al costruttore. Se vi sembra una riedizione di Suburbia con la piccola novità del mastro costruttore secondo me non siete lontani dal vero.

Mi ha lasciato un po’ perplesso Onward to Venus di Martin Wallace. Il gioco, che ha un bella grafica, ha poche semplici regole che attivano una serie di eccezioni. Sostanzialmente è un area control con un sistema di maggioranze appiccicato sopra. Mi riprometto di leggere il regolamento per cercare di capirci qualcosa di più.

Green Deal è certamente la sorpresa della prima giornata

Green Deal è certamente la sorpresa della prima giornata

Nel settore, frequentatissimo, dei filler e dei family game al di sotto dei quaranta minuti di durata spicca, a mio avviso, Gaia. Si tratta, sostanzialmente, di un gioco di carte con una meccanica di tile placement di supporto. Le carte servono a piazzare segmenti di terreno di diversa natura dal deserto alla prateria sui quali verranno costruite città, piazzate mandrie di animali, insediamenti produttivi e molto altro. Chi riesce a gestire meglio tutte queste tipologie di strutture vince la partita. Molto colorato, intelligente e veloce. Per gli amanti del genere può essere una bella scelta.

Chiudo con due giochi della NSKN Games che avranno l’edizione italiana a cura di Giochix. Versailles e Progress. Il primo rientra in una categoria che potremmo definire di worker movement. Si parte con tutti i lavoratori già sul board ed a seconda di come li si muove si eseguono o meno certe determinate azioni. Mi ha lasciato una buona impressione che spero di confermare con la prova sul campo a Lucca Comics and Games. Progress è un gioco di carte con una meccanica di hand management che ricorda un po’ Race to Galaxy. Per calare una carta bisogna spenderne delle altre. Le carte che si calano vanno a costruire il nostro sapere scientifico che è costituito da skill e conoscenze. Alcune sono comuni a tutti, altre sono uniche e questo obbliga i giocatori a costruire dei percorsi personalizzati ad ogni partita. Il gioco si dipana lungo quattro ere e dovrebbe aver fin da subito due espansioni nella scatola base. Le espansioni aggiungono obiettivi e personalità prestigiose. Sulla falsariga di Progress, anche se con ambientazione diversa, ha attirato la mia attenzione anche Imperialism che cercherò di approfondire nei prossimi giorni.

Vi do appuntamento a più tardi con l’anteprima di Uplay e con il report della seconda giornata di Essen. Nell’attesa potete leggere l’intervista all’editore di The Golden Ages. Buona Lettura e Buon Gioco.

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