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Essen Spiel 2014 chiude con The Witcher e The Staufer Dinasty

The Witcher in tutto il suo splendore

The Witcher in tutto il suo splendore


Quinto e ultimo giorno di presentazioni dalla Fiera di Essen. Come da tradizione la domenica è il giorno più fiacco sia come numero che come qualità dei giochi da tavolo presentati. Purtroppo la stanchezza si fa sentire ed alcuni presentatori hanno danneggiato i loro giochi più che aiutarli. Due casi opposti, Mr. House e The Staufer Dinasty. Caso a parte The Witcher. The Witcher è uno dei porting più attesi degli ultimi anni. Il videogame ha avuto un grande successo e l’ambientazione attira molti appassionati di giochi da tavolo. La Fantasy Flight ha preso la palla al balzo e ne ha acquistato i diritti. The Witcher permette di utilizzare uno dei personaggi del videogame e di migliorarlo nel corso della partita grazie ai punti esperienza. Ogni personaggio ha la propria scheda, la propria miniatura ed il proprio set di dadi perchè punta su abilità e caratteristiche diverse dagli altri. Il tutto, come in ogni fantasy che si rispetti, si risolve nell’andare in giro per il mondo alla ricerca di quest da completare. Le quest possono riguardare tre ambiti del gioco: combattimento, magia e politica. Si tratta di missioni, quindi, completamente diverse l’una dall’altra. Nella carta che rappresenta la quest, inoltre, sono indicate anche una serie di sotto missioni che possono essere portate a termine oppure no. Le potenzialità per un bel titolo ci sono tutte, i materiali sono in stile Fantasy Flight e c’è da sperare che qualcuno ne faccia l’edizione italiana perchè il testo è veramente tanto.

The Staufer Dinasty è arrivato ad Essen avvolto nel più totale silenzio nonostante sia il prodotto di una casa editrice molto importante la Hans im Gluck. Successivamente la Z-Man ne ha acquistato i diritti per la traduzione in inglese e per gli USA. Quindi ci si aspettava un giocone. I rumors da Essen lo confermavano. Peccato che lo spiegatore/presentatore non ne avesse proprio voglia. L’unica cosa che ha ripetuto è che si tratta di un gioco di maggioranze un po’ sul genere di El Grande. Per trovare delle informazioni ho dovuto parlare con blogger stranieri che hanno avuto l’opportunità di provarlo o acquistarlo e giocarci. E’ un gioco per giocatori con dei bonus nascosti che si vanno a prendere ad ogni turno di gioco e con un sistema di gestione dell’ordine di gioco molto interessante. Un altro particolare che ricorda El Grande è quello che i nobili vanno in giro con l’Imperatore che visita le varie province. Fare azioni in quella provincia è gratis, se si vuole andare in altre province bisogna pagare, un po’ l’inverso di quanto accade per i grandi di Spagna nel gioco di Kramer e Ulrich. E’ un titolo che bisogna tenere sott’occhio, ma secondo me è stata un’occasione sprecata.

Il board di Mr. House

Il board di Mr. House

Situazione capovolta per Mr. House, il nuovo gioco di Adam Kaluza autore di The Cave e K2, del quale non avevo proprio sentito parlare. Lo spiegatore/presentatore è stato chiarissimo ed entusiasta del gioco. In sostanza si tratta di un classico worker placement con qualche variante interessante. Bisogna costruire una casa. Ogni giocatore ha cinque lavoratori da mandare in giro a fare azioni, ogni lavoratore ha un numero da 1 a 5. I numeri sono tenuti segreti agli altri giocatori al momento del piazzamento. Successivamente le varie location si risolvono una alla volta e a seconda del numero giocato sulla location si fa una determinata azione e la si fa prima o dopo gli altri. Considerando che in molte location le risorse sono in numero finito non è un particolare da poco. Dopo la raccolta dei materiali, degli attrezzi e degli aiutanti si passa alla costruzione della casa. Il gioco dura un numero prefissato di turni e alla fine bisogna aver costruito tutta la casa oppure si perde. A corredo c’è un interessante sistema di mercato per quanto riguarda i prezzi dei materiali e la possibilità di partecipare a fiere di settore. La casa viene valutata in base alla sua qualità. Il gioco ha due varianti, family e gamer, ed una durata massima di un’ora e mezza. Da provare.

Arkwright è il classico giocone. Si parla di una durata da due a quattro ore a seconda del livello di gioco che si sceglie, base o avanzato. E’ un gioco ambientato tra il 1700 ed il 1800. I giocatori hanno il compito di costruire una serie di aziende operanti nei settori più importanti dall’alimentare al tessile. Sul mercato è previsto un valore della domanda che regola la vendita dei nostri prodotti e un valore che rappresenta il mercato del lavoro che rappresenta il costo dei licenziamenti e delle assunzioni. La tecnologia divena obsoleta ma alle volte si può usare per licenziare e sostituire gli operai con le macchine. Non mancano rapporti con le banche e dispetti, a dir poco, tra imprenditori. Il gioco dura quattro turni col settaggio base e sei turni col settagio per esperti. La componentistica è ottima e ci sono aiuti al giocatore di tutti i tipi. Resta un german game tostissimo, con una rigida base economica. Un’esperienza di gioco più che una partita ad un gioco da tavolo. Il tutto è stato curato nei minimi particolari, dalla grafica all’ambientazione.

Arkwright, solo per hard gamer

Arkwright, solo per hard gamer

Per quanto riguarda i giochi light è stata una buona giornata. Sun Tzu è la riedizione di un gioco per due giocatori. Ogni giocatore gestisce un esercito e deve controllare quante più province può della Cina. Le province sono cinque ed assegnano punti in tre dei nove turni di gioco. In pratica i due eserciti hanno delle carte a propria disposizione ad ogni turno ne selezionano cinque e le pongono coperte sotto le insegne della provincia dove le vogliono giocare. Le carte, sia quelle one shot che quelle riusabili, hanno dei valori numerici o delle abilità particolari. Il confronto tra le carte dei due eserciti assegnano il controllo della provincia. Supponiamo che uno abbia giocato una carta dal valore cinque e l’altro abbia giocato una carta dal valore tre. Il vincitore mette tante truppe quant’è la differenza, in questo caso due, e se trova truppe avversarie le elimina sempre una per una. E’ un gioco estremamente tattico e di breve durata, 20-30 minuti. Da tenere in considerazione.

Viceroy è un gioco di carte per 1-4 giocatori della durata inferiore all’ora di gioco. In pratica le carte si giocano su quattro livelli differenti. Il giocatore deve costruire una piramide di potere che lo possa portare a diventare il Vicerè. Le carte hanno un costo e dei poteri differenti a seconda del livello dove vengono giocate. Sono comunque caratterizzate da dei colori e le combinazioni di colori uguali garantiscono dei bonus a prescindere da quelli base delle carte. Mi è sembrato un gioco interessante, sicuramente da provare o da acquistare nel caso di un prezzo abbordabile.

Age of Soccer è in giro già da qualche anno, prima come prototitpo e ora come gioco finito. Si tratta di un filler a metà tra il calcistico ed il fantasy. E’ un gioco di carte. Prima bisogna allestire la squadra acquistando giocatori da schierare in porta, in difesa o in attacco. I giocatori hanno varie caratteristiche e abilità speciali, durante il mercato si possono giocare carte speciali riguardanti presidenti e direttori sportivi. Una volta allestite le squadre si passa alla partita vera e propria che si basa sull’uso di carte tiro e carte parate alle quali si possono aggiungere carte speciali tipo il fuorigioco o altre finezze del genere. Da notare che queste carte le possono giocare anche giocatori esterni alla partita in corso. Un filler buono per attirare al tavolo qualche amico calciofilo:-)

Con questo è tutto. Da domani si riprende con qualche anteprima e con qualche recensione in vista della partenza per Lucca Comics and Games. Se volete ripescare i report sui giorni precedenti della Fiera di Essen li trovate qui di seguito. Buona Lettura e Buon Gioco.

Essen Day 1

Essen Day 2

Essen Day 3

Essen Day 4

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  1. 20 ottobre 2014 alle 08:41

    A proposito di The Witcher, mi candido ufficialmente per una localizzazione italiana, se ci fosse un editore interessato. Gli errori, e gli orrori sui testi delle carte di Furia di Dracula e Arkham Horror sono stati giustamente molti criticati.

  1. 20 ottobre 2014 alle 21:02
  2. 23 ottobre 2014 alle 13:09

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