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Patchwork: recensione ed unboxing, taglio e cucito secondo Uwe Rosenberg

Scegliere i pezzi giusti da cucire è fondamentale per comporre il Patchwork vincente

Scegliere i pezzi giusti da cucire è fondamentale per comporre il Patchwork vincente


Patchwork è un gioco da tavolo per due giocatori della durata di una ventina di minuti circa. Uwe Rosenberg è uno degli autori più conosciuti nel mondo dei giochi da tavolo e dei giochi di carte. Basti pensare a capolavori come Agricola e Le Havre per farsi un’idea del personaggio. Per questo ogni suo lavoro è sempre molto atteso. Le ultime uscite di Uwe Rosenberg, Ora et Labora e Glass Road, non mi hanno entusiasmato. Ho trovato molto valido, invece, il suo gioco per due giocatori, Le Havre: ancora in porto, e per questo mi sono avvicinato a Patchwork con un misto di pregiudizio e speranza. Lo scopo del gioco è quello di cucire il miglior Quilt possibile. Si tratta, in genere, di trapunte o coperte molto in voga nel Nord Europa o in alcuni stati americani. Se volete saperne di più vi rimando a Wikipedia. Patchwork è un gioco estremamente semplice dal punto di vista del regolamento. Ad ogni turno il giocatore ha solo due azioni possibili. Muoversi per guadagnare bottoni, acquistare un pezzo di Quilt e cucirlo insieme agli altri sul proprio board. I bottoni sono sia la moneta che i punti vittoria di Patchwork. Si parte con cinque bottoni e si utilizzano per acquistare i vari pezzi di stoffa, che sono dei tile stile Tetris, presenti sul tavolo.

Lo sviluppo del Quilt procede rapido

Lo sviluppo del Quilt procede rapido

I bottoni non sono l’unico parametro di cui tener conto. L’altro è il tempo. Patchwork si gioca su tre board. Ogni giocatore ha il proprio board sul quale posiziona i pezzi che acquista. Sul board comune ci sono i due segnalini dei giocatori che devono arrivare alla fine del percorso per chiudere la partita. Il movimento è molto semplice. Non ci sono dadi e non ci sono carte. La regola è una sola: ci si muove acquistando pezzi di stoffa o ci si muove liberamente fino alla casella successiva a quella dove si trova il nostro avversario. Nel secondo caso per ogni casella attraversata si guadagna un bottone. Nel primo caso, invece, su ogni pezzo di stoffa oltre al valore in bottoni c’è un valore in tempo rappresentato da una clessidra. Ad esempio se acquisto un pezzo di stoffa da cinque bottoni con un valore di tempo di due devo muovere il mio segnalino sul board comune di due spazi. Patchwork, dal punto di vista dei turni di gioco prevede che a giocare sia sempre il giocatore indietro sul tracciato del board comune. Come si può facilmente immaginare il movimento tramite il valore tempo dei pezzi di stoffa può far si che un giocatore possa giocare anche due o tre turni di seguito.

Il terzo board, che board non è, è composto da tutti i pezzi di stoffa che sono disposti a formare un cerchio o un ovale intorno al board comune. Un segnalino, posizionato inizialmente vicino al pezzo di stoffa più piccolo, determina quali siano i pezzi di stoffa acquistabili. Si possono acquistare solo i tre pezzi subito successivi al segnalino in senso orario. Una volta acquistato il pezzo il segnalino si muove nella posizione precedentemente occupata dal tile acquistato. In questo modo dopo ogni acquisto ci sono dei nuovi pezzi che è possibile acquistare. Il posizionamento dei pezzi sul board personale non segue nessuna regola particolare, però se si riesce, per primi, a comporre un quadrato di almeno 7×7 spazi si prende un bonus di sette punti.

Percorrendo il board comune si passa su alcune caselle speciali. Quelle contenenti un bottone fanno scattare il conteggio dei punti. Il giocatore che ha fatto scattare il conteggio verifica quanti bottoni ha sul proprio board personale e li incamera come punti. Le caselle con le toppe marroni invece premiano solo il primo giocatore che ci passa sopra. Si tratta di toppe speciali che occupano un solo spazio sul board personale. E’ l’unico modo per poter occupare un solo spazio sul board. Quando un giocatore arriva alla fine del percorso del board comune dà un’altro turno di gioco all’avversario dopo il quale termina la partita. Si conteggiano i bottoni e si tolgono due punti per ogni casella libera lasciata sul board personale. Chi ha ottenuto il bonus per il quadrato 7×7 aggiunge i relativi punti. Chi ha il punteggio migliore vince.

Il setup di una partita a Patchwork

Il setup di una partita a Patchwork

Patchwork è un ottimo gioco a due giocatori per la categoria light games. Uno dei migliori che ho avuto opportunità di giocare negli ultimi anni. E’ adatto a tutti, tutti ci giocano senza grossi problemi ma giocarlo bene è tutto un altro discorso. Le meccaniche sono semplicissime, c’è quel flavor da Tetris che affascina tutti, e si spiega veramente in due minuti. La componentistica è adeguata e l’edizione italiana a cura di Uplay è fatta bene. La longevità e la rigiocabilità non sono un problema. Il fattore fortuna è assente. Per quanto riguarda l’interazione è paradossalmente poco presente per essere un gioco a due. Si gioca molto in relazione a quello che fa l’avversario ma è difficile mettergli i bastoni tra le ruote direttamente. Visto il prezzo, 14.95 euro, ve lo consiglio senza alcun dubbio. Io lo vedo come il gioco ideale quando ci si vuole rilassare con una tazza di tè oppure con una bella birra a seconda dei gusti, magari a fine giornata. Come alternativa light fate un pensiero a Monster Chef oppure. se cercate qualcosa di più impegnativo, potete sempre pensare ad Alchimisti. Sulla pagina Facebook di Giochi e Giocatori trovate una photogallery dedicata a Patchwork. Buona Visione e Buon Gioco.

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  1. sava73
    16 novembre 2014 alle 08:32

    andavi forte finchè non hai detto che non è possibile mettere i bastoni fra le ruote all’avversario 😦

    • 16 novembre 2014 alle 10:05

      Il massimo che puoi fare è soffiargli le toppe e i pezzi potenzialmente migliori, ma non è sto gran danno alla fine

  2. Luciano
    3 dicembre 2014 alle 13:36

    Secondo me è troppo ridurre di 2 punti ogni casella vuota,un solo punto in meno era meglio.

    • 3 dicembre 2014 alle 15:22

      In effetti durante le prime partite è facile finire sotto zero:-) E’ tutta questione di allenamento

  3. 30 dicembre 2014 alle 10:31

    Ho vinto la prima partita con -17. Ad ogni modo qualche volta qualche piccola bastardata è possibile 🙂

  1. 14 novembre 2014 alle 17:35
  2. 17 novembre 2014 alle 23:32
  3. 20 novembre 2014 alle 21:58
  4. 22 novembre 2014 alle 12:27
  5. 10 dicembre 2014 alle 19:36
  6. 29 dicembre 2014 alle 22:23
  7. 12 gennaio 2015 alle 23:08

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