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Giochi da tavolo e tecnologia: è il futuro o soltanto una nuova nicchia di mercato?

XCOM della Fantasy Flight ha rubato l'occhio a parecchi visitatori della Gen Con 2014

XCOM della Fantasy Flight ha rubato l’occhio a parecchi visitatori della Gen Con 2014


Sono arrivati o stanno per arrivare sul mercato diversi giochi da tavolo che utilizzano supporti tecnologici. Tipicamente si tratta di smartphone o tablet, ma si stanno facendo largo anche altre soluzioni. Sono il futuro dei giochi da tavolo e dei giochi di carte? Andranno a costituire una nicchia all’interno del nostro mondo oppure sono destinati ad essere una moda passeggera? Sgombro subito il campo da una commistione di supporti che non ha diritto di cittadinanza in questo post. Da sempre ho seguito con interesse lo sviluppo delle app per il porting dei giochi da tavolo su smartphone e tablet, con meno interesse ho seguito la diffusione del gioco da tavolo online. La carne al fuoco, in questi casi, è tanta e quindi magari affronterò l’argomento in futuro.

Ho suddiviso i livelli di incidenza dei supporti tecnologici in tre fasce. La prima fascia riguarda l’utilizzo della tecnologia come supporto al gioco, la seconda riguarda l’utilizzo della tecnologia come ampliamento dell’esperienza di gioco in combinazione con la componentistica tipica dei giochi da tavolo, la terza fascia è quella che riguarda l’utilizzo primario della tecnologia con la componentistica tipica dei giochi da tavolo come supporto a quanto accade sullo schermo.

Alla prima fascia appartengono i giochi come XCom: The Boardgame o Alchimisti che ho recentemente recensito. Alchimisti si può giocare senza smartphone, computer o tablet. Probabilmente aggiungendo delle tabelle o delle carte o dei lanci di dado si poteva anche fare a meno totalmente del supporto tecnologico. Non conosco i costi di sviluppo della app, ma aggiungere materiale cartaceo o di altro tipo a qualche migliaio di scatole non sarebbe stato di sicuro economico. L’app gratuita fornisce, inoltre una variabilità notevole al gioco. Xcom è un cooperativo nel quale il supporto tecnologico randomizza gli avvenimenti del board e si adatta allo sviluppo della partita per generare nuove situazioni, anche qui si potevano trovare soluzioni classiche ma probabilmente il gioco sarebbe uscito fuori scala anche per gli standard della Fantasy Flight. XCom non l’ho provato, giocando ad Alchimisti non ho avuto la sensazione di star giocando a qualcosa di diverso da un gioco da tavolo.

Il riconoscimento degli ingredienti è il fulcro della app di Alchimisti

Il riconoscimento degli ingredienti è il fulcro della app di Alchimisti

Nella seconda fascia metto giochi come Golem Arcana o la nuova versione di King Arthur di Knizia. Golem Arcana, che era in vendita a Lucca Comics and Games di quest’anno, è uno skirmish con delle miniature clamorose. In sostanza il terreno su cui si muovono questi grandi golem varia a seconda delle indicazioni che arrivano dal tablet. Fisicamente il board non muta, ma il laghetto che troviamo davanti al nostro golem di volta in volta può essere pacifico o pericolosissimo. Il supporto tecnologico serve anche a fare i calcoli relativi al combattimento ed agli upgrade delle armate da uno scenario all’altro. Nel nuovo King Arthur di Knizia, invece, viene utilizzato un classico proiettore di lucidi che proietta sul board i cambiamenti che di volta in volta vengono elaborati dallo smartphone. In entrambi i casi la tecnologia modifica radicalmente l’esperienza di gioco ed i giochi in questione non esisterebbero senza il supporto tecnologico.

Alla terza fascia appartengono giochi come il nascente World of Yo-Ho. Era in prova a Lucca e sostanzialmente il board era un supporto a quello che accadeva sullo schermo dello smartphone che rappresentava la nave pirata del giocatore e lo spazio di mare che stava attraversando. In sostanza lo smartphone diventa una sorta di meeple tecnologico. Il board, per quanto possa essere ben fatto si poteva anche sostituire con un supporto diverso. Questo non significa che il gioco è brutto, anzi mi è sembrato molto interessante, nutro qualche dubbio sul fatto che possa rientrare nella categoria dei giochi da tavolo. Forse c’è bisogno di una nuova categoria.

Goelm Arcana lo Skirmish con iPad

Goelm Arcana lo Skirmish con iPad

Un po’ di considerazioni sparse, prima personali e poi generali. Non sono contrario all’utilizzo della tecnologia, anzi se serve a migliorare l’esperienza al tavolo ben venga. Ho qualche difficoltà in più ad apprezzare le modifiche al board che richiedono la mia fantasia o giochi di luci e cose simili. Magari inserite in un contesto affascinante dal punto di vista del game design mi farei convincere a giocare. Dubito di poter mai considerare il mio iPhone o un qualunque supporto tecnologico alla pari del pezzetto di legno che si muove sul board o alla carta tirata giù dalla mano al momento giusto.

Come discorso generale prevedo che, soprattutto le nuove generazioni di giocatori, saranno decisamente favorevoli all’uso della tecnologia anche perché è entrata nell’uso comune in tante cose ed è inevitabile che entri anche nel mondo dei giochi da tavolo. Considerando che il mondo geek ed il mondo nerd sono contigui con la tecnologia per tanti versi l’accoglienza favorevole mi sembra quasi scontata. Al momento, però, punterei più sull’ingresso di una nuova nicchia di giochi da tavolo che sulla completa colonizzazione. Aspetto le vostre opinioni. Buon Gioco.

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  1. 20 novembre 2014 alle 09:18

    A mio avviso il gioco da tavolo è gioco da tavolo e non dovrebbe essere contaminato dai dispositivi elettronici, che già hanno invaso tutti i campi della nostra vita. Possibile che non si possa fare a meno di queste diavolerie neanche quando si gioca ad un boardgame? Basta con questi cellulari!!

  2. 20 novembre 2014 alle 09:48

    Personalmente, mi garba sempre sino a quando l’uso del supporto tecnologico è limitato e aiuta semplicemente a risparmiare tempo (sono un fan delle app che accelerano per esempio i setup dei giochi a base randomica, o che aiutano a calcolare i punti a fine partita). Pertanto, mi fermo ad apprezzare la prima fascia.
    Dalla seconda fascia, per come la vedo io, il prodotto ludico diventa un ibrido che non riesce a coinvolgermi e mi lascia freddino. Ciò ovviamente non significa che non possa nascere una categoria di giochi di questo tipo. Non credo, anche se ovviamente potrei sbagliarmi, che questi andranno a sostituire “in toto” quelli senza supporto informatico.

  3. iNvernomuto
    20 novembre 2014 alle 11:19

    Mi trovo d’accordo con Francesco e Kraken.
    Questa svolta tecnologica non mi attira, la trovo invadente.
    Mi sono limitato a vedere in rete alcuni filmati dei giochi in questione, un’impressione veramente spiacevole.
    È evidente che sono un purista del legno/cartone.
    La tecnologia mi piace ma non mi attira l’idea di mescolarla con un gioco da tavolo, utilizzare lo smartphone al posto dei vari segnalini o tessere o dadi mi fa accapponare la pelle!
    Probabilmente siamo solo all’inizio e questi ibridi ludici fanno da cavie, io mi limiterò ad osservarli ma terrò ben stretti i miei segnalini di legno.

  4. Jason1111
    21 novembre 2014 alle 00:58

    Fra sta ancora ai cellulari… Sono smartphone e comunque sono d’accordo con lui . Ma è’ veramente possibile nn farne a meno nemmeno per una partita ? Figurati Fabio che io nn gioco a nulla on -line e nn ho neanche una consolle… Hardgamer duri e puri…

  5. AiBi
    21 novembre 2014 alle 14:57

    L’invasività della tecnologia all’interno dei giochi da tavolo non la vedo affatto con piacere. Dal mio punto di vista devono e possono rimanere due mondi separati, anche perchè restituiscono sensazioni differenti come esperienza di gioco. Anche l’idea di “velocizzare” alcuni tempi morti eventuali in un gioco di società per me non è qualcosa di indispensabile: anche i momenti del setup o l’attesa tra un turno e l’altro, per dire, fanno parte e generano momenti di convivialità e/o riflessione, all’interno della stessa esperienza di gioco.
    Insomma, a meno di integrazioni innovative e che non stravolgano le esperienze di gioco proprie delle due differenti tipologie di gioco, per me possono restare su due piani differenti. Che amo, entrambi. Ma che preferirei gustarmi in momenti diversi 🙂

  6. 24 novembre 2014 alle 09:35

    Diciamo che si iniziano finalmente a vedere applicazioni molto simpatiche (vedi Alchimisti o Land of Yo-Yo, ma anche in passato le belle carte animate di Bacchanalia). Non ho ancora visto una “killer application”, qualcosa che mi faccia dire “oooh! ora li voglio tutti così!”, ma credo che la strada della realtà aumentata sia quella da seguire per evolvere in modo intelligente e divertente il mondo dei boardgame.

    Personalmente un utilizzo che mi piacerebbe moltissimo sarebbe quello della riduzione dei tempi di bookkeeping in giochi come Through The Ages, dove un’APP aiuterebbe moltissimo a ottimizzare la velocità di gioco evitando, tra l’altro, sgradevoli errori: una “foto” alla plancia di gioco via di istruzioni ai giocatori.

    Noto inoltre che molti giocatori approcciano la faccenda con un certo tasso di diffidenza o, peggio, trincerandosi dietro qualcosa tipo “Si stava meglio quando si stava peggio”, il che è buffo perché un po’ mi ricorda certi discorsi ascoltati durante il lancio dei primi smartphone o tablet. 🙂

  1. 24 novembre 2014 alle 23:17

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