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Hexemonia: recensione ed unboxing del gioco da tavolo di Fabio Attoli

Ecco come apparirà la vostra città stato dopo un po' di turni

Ecco come apparirà la vostra città stato dopo un po’ di turni


Hexemonia è un gioco da tavolo per 2-4, della durata di poco più di mezzora. Siamo di fronte ad un filler che permette ai giocatori di gestire le città stato dela Grecia antica con l’obiettivo di primeggiare sulle avversarie attraverso politica, economia, religione ed ovviamente eserciti di terra e di mare. Per Fabio Attoli è il primo gioco dopo la serie di MiniMonFa. Come si può facilmente intuire dal titolo in Hexemonia avremo a che fare con degli esagoni che useremo un po’ come delle carte, un po’ come nei giochi di piazzamento tessere ed un po’ come nei giochi di gestione risorse. Ci sono quattro specie di esagoni. I Chora, verdi, che rappresentano insediamenti rurali ed in genere producono risorse, i Polis, blu, che rappresentano gli edifici cittadini, le Fortificazioni, rossi, che rappresentano le strutture militari o le truppe ed infine i Miti, viola, che sono legati alla mitologia greca. Gli esagoni, oltre ad avere un colore che li identifica come tipo, hanno anche una natura che facilita l’utilizzo. Infatti un esagono Polis può essere di natura militare come ad esempio la palestra per addestrare gli opliti pur restando a tutti gli effetti un edificio cittadino e non militare. Gli edifici possono essere di quattro tipi di natura differenti: politica, militare, sacra ed economica.

Gli esagoni sono la base attorno alla quale ruota tutto il gioco, ma un ruolo essenziale lo svolgono le risorse. La maggior parte degli esagoni, infatti, per essere giocati/attivati necessitano delle risorse e spesso producono risorse a loro volta. Le risorse sono i cittadini, gli opliti ovvero i soldati e l’oro. La partita, pur avendo a disposizione tutte queste alternative, comincia con la sola acropoli con due cittadini ed un blocco d’oro. Hexemonia mette a disposizione dei giocatori cinque città differenti che servono per le varie modalità di gioco, a due, tre o quattro giocatori. Ogni acropoli nasconde l’obiettivo segreto che permette di fare un bel po’ di punti a fine partita. Le città, tranne nella modalità a due giocatori, sono segrete e si gioca con il lato acropoli rivolto agli altri giocatori.

Un po' dei tanti esagoni che troverete in Hexemonia

Un po’ dei tanti esagoni che troverete in Hexemonia

Ogni giocatore parte con due esagoni in mano, al centro del tavolo c’è sempre un mercato con quattro esagoni a disposizione per essere presi. Non c’è un prezzo d’acquisto per prendere gli esagoni dal mercato e metterli nella propria mano che in nessun caso, a fine turno, può contare più di quattro esagoni. Ad ogni turno il giocatore deve seguire queste quattro fasi:

1 – Prendere due esagoni dal market oppure un esagono e una risorsa a scelta.

2 – Giocare un qualsiasi numero di esagoni, anche zero.

3 – Compiere una tipologia di azione con gli esagoni attivabili.

4 – Verificare la situazione politica interna e scartare gli esagoni in eccesso rispetto al limite di quattro.

La parte più interessante di Hexemonia è quella che riguarda i punti due o tre ovvero il mettere in gioco gli esagoni dalla mano ed attivare quelli che già fanno parte della nostra città. Per poter mettere in gioco un esagono dalla nostra mano abbiamo bisogno delle risorse necessarie che devono essere già in città. Hexemonia è un gioco che si muove sulla perenne scarsità di risorse, per mettere in gioco un esagono bisogna muovere le risorse presenti sugli altri esagoni e questo può comportare la disattivazione di altri esagoni. Un esagono per essere attivabile deve avere su di sè tutte le risorse necessarie per metterlo in gioco. Ad esempio se una palestra necessita di un cittadino, un soldato e un oro per essere messo in gioco allora dovrà avere su di sè almeno queste risorse per poter produrre un soldato nella fase successiva. Questa necessità vale anche per le strutture, come gli eserciti e le fortificazioni, che non producono nulla se non forza difensiva. E’ facile immaginare come una gestione del genere porti il giocatore a prendere continuamente decisioni difficili e rende il gioco decisamente accattivante. Si possono fare tante cose ad ogni turno, ed aumentano con il crescere della città, ma bisogna scegliere quali attivare. A questo bisogna aggiungere le limitazioni sul piazzamento degli esagoni, non si possono avere due esagoni polis uguali nella stessa città, si deve prima completare un cerchio intorno all’acropolis per poterne cominciare un altro ed altri piccoli dettagli.

La fase tre comprende quattro tipologie d’azione: produttiva, strategica, militare e speciale. L’azione produttiva mette in gioco tutte le risorse prodotte dagli esagoni attivati ed è il modo in cui una città acquisisce nuove risorse da utilizzare per attivare o giocare altri esagoni. L’azione strategica permette gli spostamenti di risorse tra gli esagoni al di fuori della fase due. Si possono sempre scambiare due cittadini per un soldato e viceversa. Alcuni esagoni hanno dei poteri speciali e questi vengono attivati tutti insieme se si sceglie l’azione speciale, sempre che abbiano le risorse necessarie ovviamente. In ultimo c’è l’azione militare che è molto interessante. Ad ogni turno un giocatore può attaccare, una volta sola, tutti gli altri giocatori al tavolo. L’attaccante sceglie dalla sua città le risorse, cittadini e soldati, che vuole utilizzare per l’attacco e sceglie l’esagono bersaglio. Gli esagoni bersaglio devono avere almeno un lato libero per poter essere attaccati ovvero non devono essere circondati su tutti e sei i lati da altri esagoni. Non è mai possibile attaccare l’acropoli nemica. Il difensore può contare sui soldati ed i cittadini presenti nell’esagono al momento dell’attacco e sul miglior insediamento difensivo attivato ed adiacente all’esagono attaccato. Ad esempio se l’obiettivo è un esagono campagna sul quale ci sono due cittadini e di fianco ha un esagono mura attivato il valore difensivo è di cinque, due per i cittadini e tre per la forza delle mura. Il combattimento è molto semplice. Ogni soldato vale due e ogni cittadino vale uno, si elimina un punto alla volta e chi rimane alla fine resta sull’esagono. Se a vincere è l’attaccante l’esagono viene trasportato nella città attaccante e diventerà a tutti gli effetti una nuova risorsa di quella città.

Ho lasciato in fondo gli esagoni mito che fanno parte della sfera sacra della città. Gli esagoni mito non richiedono risorse per essere giocati e danno al giocatore un token che va posizionato su uno degli esagoni della città. Questo token, se è attivato l’esagono su cui si trova, permetterà di utilizzare il potere sacro. L’esagono mito, quindi, non va all’interno della città ma resta davanti al giocatore e si sposta da una città all’altra in caso di attacchi da parte delle altre città. La quarta fase è quella in cui il giocatore attivo, e solo lui, conteggia tutti gli esagoni politici della sua città. Se ne possiede più degli altri allora attira il filosofo e costringe tutti gli altri ad eliminare dei cubetti risorsa dagli esagoni dove sono presenti in eccesso, acropoli a parte. Alla fine fanno punti gli esagoni attivi, i tris di esagoni mito compresa l’acropoli con la sua divinità, le risorse oro, il filosofo e l’obiettivo segreto dell’acropoli. Chi ha più punti vince.

Setup partita a quattro giocatori di Hexemonia

Setup partita a quattro giocatori di Hexemonia

Con tutta questa carne al fuoco vi aspettereste un gioco difficile da giocare e da spiegare. Hexemonia è l’esatto contrario, si spiega in pochi minuti e si gioca con una semplicità ed un’immediatezza che mi è capitata poche volte. Rientra perfettamente nei tempi indicati sulla scatola e si possono fare anche due o tre partite nella stessa serata senza grossi problemi. Le meccaniche sono molto ben amalgamate, il dover spostare le risorse attira subito l’attenzione dei giocatori e coinvolge fin dalle prime battute nella partita. L’interazione si basa sul prendere le tessere dal mercato prima degli altri ed all’attacco. Non è cosa da poco perchè anche se l’avversario non attacca bisogna comunque impegnare delle risorse per mantere le difese e non si può sempre difendere tutto. La componentistica è adeguata ed a tal proposito voglio avvisarvi. Quando aprite la scatola non vedrete il sacchetto con i cubetti, non fatevi prendere dal panico, è stato nascosto sotto l’impalcatura divisoria di carta. La fortuna incide in maniera infinitesimale perchè tutti i giocatori hanno sempre a disposizione quattro esagoni da cui pescare e non ci sono esagoni tanto potenti da poter sbilanciare una partita ben giocata. Rigiocabilità e variabilità sono assicurate, il gioco scala bene anche in due giocatori e c’è una variante apposita per questa composizione del tavolo. L’ambientazione c’è ma non è il punto forte di Hexemonia. E’ un gioco che consiglio a tutti, per essere un filler ha un’ottima profondità e non è, mi ripeto, per niente complesso. Io l’ho preso allo stand della Pendragon Game Studio a Lucca, ma si trova in giro per negozi fisici o online attorno ai 35 euro. Se cercate un gioco di espansione e gestione del territorio più complesso e di lunga durata potete dare uno sguardo a Hyperborea, se invece volete un filler con tema diverso buttatevi su Patchwork. Sulla pagina Facebook di Giochi e Giocatori trovate una photogallery dedicata a Hexemonia. Buona Visione e Buon Gioco.

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