Home > Giochi da Tavolo, Recensioni > The Golden Ages, recensione ed unboxing del gioco di civilizzazione di Luigi Ferrini

The Golden Ages, recensione ed unboxing del gioco di civilizzazione di Luigi Ferrini

Lo sviluppo della tecnologia è centrale in The Golden Ages

Lo sviluppo della tecnologia è centrale in The Golden Ages


The Golden Ages è un gioco da tavolo per 2-4 persone della durata massima di novanta minuti. La Ergo Ludo Creations ha esordito sul mercato con questo gioco di civilizzazione ad opera di Luigi Ferrini un autore italiano che è alla sua prima prova di un certo livello nel mondo dei giochi da tavolo. The Golden Ages utilizza un approccio differente rispetto al solito, almeno per quanto riguarda i giochi di civilizzazione, perchè i giocatori non si troveranno a gestire una sola civiltà, ma una serie di civilità che si svilupperanno attraverso quattro ere. Alla fine di ogni era il giocatore può scegliere se proseguire con la civiltà che sta già gestendo oppure se cambiarla. Siccome ogni civiltà conferisce un bonus differente, e una posizione differente nell’ordine di gioco, non è mai una scelta ovvia. The Golden Ages si svolge su un board modulare che ad ogni partita cambia forma pur partendo sempre dalla stessa tessera. Ogni giocatore posiziona una tessera all’inizio di ogni era. Sulle tessere ci sono le risorse che caratterizzano quella particolare zona di mondo. Le risorse sono: cacciagione, minerali, grano e pietre preziose. Ogni giocatore ha il suo board sul quale segna lo sviluppo tecnologico delle civiltà che guida, costruisce gli edifici tipici e accumula le meraviglie. Sul board personale, inoltre, ci sono gli spazi dedicati alle guerre, massimo quattro per ogni giocatore, ai soldi, ai cubi ed un interessante ed utilissimo riepilogo azioni.

Le azioni sono di due tipi. Possono utilizzare un colono, tre per ogni giocatore, oppure non utilizzarlo. Ad ogni turno un giocatore può fare solo una delle otto azioni disponibili, quattro con l’uso del colono e quattro senza, e poi passa il turno agli altri giocatori. Quando tutti i giocatori hanno passato l’era termina e si svolgono le operazioni di fine era. Chi passa fa meno azioni degli agli però ad ogni turno accumula due monete d’oro, inoltre chi passa per primo sceglie la carta giudizio della storia che decide la modalità con cui si fanno i punti alla fine dell’era. Un vantaggio non da poco.

Le azioni che richiedono l’uso del colono sono

– Movimento più costruzione della città
– Costruzione edifici
– Attacco più costruzione della città
– Creazione artistica

Le azioni che non richiedono l’uso del colono sono

– Costruzione di una meraviglia
– Utilizzo bonus edificio o meraviglia
– Sviluppo tecnologico
– Fine del turno

Le carte civilità di The Golden Ages

Le carte civilità di The Golden Ages

Lo sviluppo tecnologico è quello che sovrintende alla maggioranza delle altre azioni perchè le potenzia. Per ottenere uno sviluppo tecnologico bisogna investire denaro a livelli crescenti, 3,5,8 e 12 monete d’oro. Ci sono quattro livelli tecnologici e quattro tipi di tecnologie differenti. Il movimento è semplice, il colono si muove in maniera ortogonale di un certo numero di caselle, dipendente dallo sviluppo tecnologico, ed una volta arrivato in una nuova può fondarvi una città se non ci sono strutture avversarie altrimenti può accontentarsi di condividerne il controllo e quindi le risorse. La costruzione di edifici richiede che un colono venga spedito nell’agorà. Non ha alcun tipo di costo, ma inizialmente si può costruire un solo edificio, per arrivare al massimo consentito di tre edifici bisogna prima sviluppare alcune tecnologie. Gli edifici una volta acquistati possono essere attivati, in genere una volta per era, per ottenere dei bonus. L’attacco è in tutto e per tutto simile al movimento ma richiede anche un esborso monetario. Si possono fare quattro guerre a partita con un costo crescente. Chi decide di muovere guerra paga il dovuto, si muove nel territorio adiacente occupato da uno o più avversari, lo ripulisce e vi fonda una città. La guerra dà diritto a pescare un token gloria che ha un valore compreso tra 2 e 6 punti. La creazione artistica è molto semplice, si spedisce un colono nell’agorà e si fanno tre punti vittoria. Tutti i coloni dopo che hanno compiuto la loro azione si sdraiano.

Per costruire una meraviglia è sufficiente pagare il costo in denaro, alcune civiltà hanno sconti su alcune meraviglie. Non c’è limite al numero di meraviglie che si possono avere ed eventualmente utilizzare in un’era. Per utilizzare un edificio o una meraviglia è sufficiente selezionarla ed usufruire del bonus. Come già detto per raggiungere un nuovo sviluppo tecnologico è sufficiente pagare il costo. Alcune volte il raggiungimento di un nuovo livello tecnologico comporta l’aumento dei cubetti/città a nostra disposizione oppure dei punti vittoria legati alle risorse che si controllano sul board. La fine del turno permette di scegliere la carta del giudizio della storia. Queste carte, se ne sorteggiano cinque ad inizio partita su dieci disponibili, determinano il modo in cui si calcolano i punti alla fine dell’era in corso. Ad esempio si danno due punti per ogni guerra scatenata. Tutti i giocatori che rispettano i parametri della carta vanno a punti. La nuova era comincia con il reset delle meraviglie e degli edifici, che cambiano ad ogni era, e con la scelta delle nuove civiltà. Alla fine della quarta era si conteggiano i punti basati sul numero di monete d’oro, sul livello tecnologico raggiunto, su alcuni bonus delle meraviglie, sui punti ottenuti con le guerre e sui punti determinati dalle tecnologie future, una sorta di obiettivo stile risiko che ogni giocatore pesca ad inizio partita. Chi ha più punti vince.

Setup per una partita a quattro giocatori

Setup per una partita a quattro giocatori

Ho seguito The Golden Ages è un gioco ben fatto, senza sostanziali difetti di gameplay. Le alternative ad ogni partita sono sempre tante, non c’è una strategia che sopravanza le altre, anzi la realtà è che non si può privilegiare un aspetto e puntare solo su quello. Le guerre da sole non bastano per vincere, lo sviluppo tecnologico senza badare alle carte giudizio della storia ed agli obiettivi non porta a nulla. Il denaro da solo non fa vincere e si può anche adottare una strategia dal basso profilo economico. Insomma c’è spazio per tutti gli stili di gioco. Siamo di fronte ad un gioco di civilizzazione di livello medio che raggiunge il suo scopo. Un’esperienza di gioco appagante che non sfori i novanta minuti di durata. Chi vuole il monster game deve rivolgersi a Clash of Cultures o simili. Il regolamento è molto semplice e lineare, una volta appresi i meccanismi base il gioco è accessibile a tutti. L’interazione è presente ma non è decisiva perchè la guerra chiaramente provoca dei danni e l’ordine di gioco è importante per poter scegliere con più tranquillità gli edifici su cui puntare e le meraviglie da costruire, ma si può vincere anche senza avere questi privilegi. La fortuna è presente perchè le quattro civiltà di ogni giocatore sono estratte a sorte ad ogni partita, gli obiettivi sono casuali ed anche i token gloria risentono dell’alea. Tutto sommato la fortuna incide ma non rovina la partita di un giocatore che ha litigato con la dea bendata. La componentistica è buona anche se le carte è meglio imbustarle. Longevità e rigiocabilità sono garantite dalle tante variabili in gioco. Io ho giocato solo partite in tre o quattro giocatori ma il gioco si adatta fin dal setup al numero di giocatori per cui non dovrebbe avere grossi problemi anche in due giocatori. L’ambientazione non è fortissima, ma si sente il giusto rispetto agli obiettivi del gioco. L’unico difetto che ho riscontrato è di tipo grafico. Le meraviglie hanno il simbolo delle civiltà che hanno diritto allo sconto disegnato in piccolo vicino al prezzo. Si fa un po’ fatica a riconoscerli però è un problema che scompare non dico alla seconda ma di sicuro alla terza partita visto che le meraviglie sono quattro per era e sono sempre le stesse. Prendetelo in considerazione nella vostra lista dei regali di Natale, su Ready2Play si trova a 44.90 euro. Il gioco si presta molto bene a future espansioni come già anticipato dall’editore.

Apro una parentesi per anticipare una domanda che mi fanno in molti. The Golden Ages non è paragonabile a Historia. In comune hanno solo il punto di partenza poi prendono due strade completamente differenti come meccaniche, come grafica, come materiali e come tipologia di gioco. Non ha senso, almeno per me, paragonare due giochi così differenti, sarebbe come paragonare Il Trono di Spade e La Guerra dell’Anello perchè sono entrambi dei wargame fantasy. Fatta questa considerazione vi lascio con la photogallery dedicata a The Golden Ages. Buona Visione e Buon Gioco.

Segui Giochi & Giocatori su Facebook su Twitter e su Instagram

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...