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IdeaG 2015: il reportage di Francesco Testini e Marco Bisterzo

Express Delivery è uno dei prototipi presentati a IdeaG 2015

Express Delivery è uno dei prototipi presentati a IdeaG 2015


Nei giorni scorsi si è tenuta l’edizione 2015 di IdeaG a Torino, grazie a Francesco Testini e Marco Bisterzo possiamo leggere un bel reportage sui giochi presentati durante la manifestazione torinese. Lascio la parola a Francesco Testini, Buona Lettura.

Ho avuto la fortuna di partecipare anche quest’anno a questa splendida iniziativa ludica dal nome IdeaG. Come afferma il suo fondatore Walter Obert, essa nasce come un incontro fra autori, in cui non manca la partecipazione di vari editori e tanti tanti giocatori (come il sottoscritto). E’ sicuramente un’occasione unica per incontrarsi, presentare le proprie idee, scambiare consigli e ottenere opinioni anche di autori navigati e già conosciuti nel panorama ludico. Ho partecipato all’evento con grande entusiasmo, ma per la mole di giochi e l’esiguo tempo a disposizione ho potuto solo girovagare tra i tavoli sbirciando i prototipi e provare pochi giochi; vi assicuro infatti che non è impresa facile provarne tanti, ci vorrebbe una settimana per dare il giusto ascolto ai numerosi autori. Ho visto prototipi già in fase avanzata, che si sarebbe potuto pubblicare seduta stante, e qualcuno ancora magari in fase di assestamento (certamente lo sviluppo di un gioco è un procedimento lungo e faticoso), ma in generale ho respirato aria di entusiasmo e positività negli occhi di tutti i presenti. Ecco una veloce panoramica dei giochi che ho provato:

Nethys Dream, di Simone Nucelli e Mattia Bergantin
da 3 a 6 giocatori
dai 12 anni in su
durata 50 min

Nethys Dream è un gioco a tema fantasy di piazzamento e gestione risorse adatto alla famiglia. Ci troviamo in un’aula di magia dove inavvertitamente il famiglio (scimmietta) di un mago causa scompiglio facendo impazzire il pentolone delle pozioni. I vari giocatori impersonano giovani allievi del mago che devono cercare di fermare la reazione chimica chiudendo il pentolone. Nello specifico devono muoversi per l’aula raccogliendo i cristalli fuoriusciti dal pentolone per potenziare le proprie bacchette, al fine di eliminare i cloni del famiglio che saltano fuori dal pentolone; la partita termina quando riescono a chiuderlo. Nel gioco è presente un tabellone e 3 mazzi di carte, due per generare cristalli e scimmie un terzo di carte bonus che aggiungono un pizzico di pepe al tutto.

Impressioni: carina l’idea e l’ambientazione scelta, alcune meccaniche di gioco mi sono piaciute molto come ad esempio il movimento per recuperare le gemme con relativa attivazione dei bonus. Qualche perplessità, già discussa con gli autori, riguarda la possibilità di coalizzarsi e bloccare completamente con le scimmie il movimento di un giocatore avversario. Pur restando alcuni aspetti da limare in fase di playtest, credo che alla fine ne possa uscire un buon prodotto. Nota di merito la simpatia degli autori ed i materiali curatissimi nonostante si trattasse solo di un prototipo.

Nethys Dream per essere un prototipo si presenta bene

Nethys Dream per essere un prototipo si presenta bene

Express Delivery, di Diego Massarenti
da 2 a 4 giocatori
dai 12 anni in su
durata 60-80 min

Express Delivery è un gioco di piazzamento lavoratori per 2-4 giocatori. I giocatori questa volta sono al lavoro in una vera e propria catena di montaggio presso una la sede di un corriere espresso. Ad ogni turno nuovi pacchi di diversa importanza arrivano al nostro centro di smistamento e cominciano a girare intorno al tabellone grazie ad un interessante meccanismo di rulli. Nostro compito è quello di convogliare questi pacchi sui camion a disposizione in modo da provvedere noi stessi alle consegne.

Impressioni: il gioco mi ha colpito molto, vuoi per l’idea originale in sé, vuoi per il fatto che mi è sembrato il più avanti a livello di meccaniche; abbiamo constatato però che con l’aumentare dei giocatori soffre in alcune dinamiche riguardanti l’approvvigionamento delle merci, rendendo di fatto inutili alcune azioni in una fase avanzata del gioco. Molto bello il tabellone modulare che cambia in funzione dei giocatori. Unica nota dolente i materiali scadenti: capisco che si tratti di un prototipo, ma un minimo all’occhio dobbiamo pur concederlo.

Muia – The Game, di Michele e Fabrizio
2 giocatori
età: ?
durata: ?

Muia è un gioco di carte fantasy strategico/gestionale per due giocatori. Durante ogni giornata si pescano carte da tre diversi mazzi (edifici, unità, magie), personalizzati secondo la civiltà selezionata all’inizio; in seguito spendendo punti muia (se ne hanno 100 a disposizione all’inizio del gioco) è possibile utilizzare le varie carte per costruire edifici, produrre armate e eseguire magie e/o attacchi contro l’avversario. Alcune di queste azioni richiedono dei tempi di attuazione. Ogni attacco ben sferrato può portare alla perdita di punti muia da parte dell’avversario, facendo diminuire di fatto le sue possibilità di acquisto e gioco delle carte.

Impressioni:
Volendo dare profondità e spessore al gioco gli autori rischiano di infilarsi in un vicolo cieco. Si ha l’impressione che sotto le complesse meccaniche risiedano inevitabili bug che solo un lunghissimo playtest potrà risolvere. In particolare è emerso nella partita di test effettuata un incontrollabile effetto palla di neve per cui il giocatore che si trovava in vantaggio grazie ad una pesca fortunata nelle prime due mani diventava imprendibile, trasformando la partita in una noiosa agonia per il povero avversario. Nel complesso però il gioco resta molto interessante ed ha dalla sua delle illustrazione splendide: sono sicuro che i bravi autori sapranno porre rimedio ai problemi di gameplay e a realizzare un ottimo prodotto.

Monster Farm con dadi e carte

Monster Farm con dadi e carte

Monster Farm, di Christian Giove e Paolo Cecchetto
In monster farm, gioco per 2-4 giocatori da circa 30 minuti, ogni giocatore è un allevatore di creature fantasy e possiede già 2 esemplari di buona qualità alla partenza che vuol fare accoppiare appena troverà un compagno; spera che i suoi cacciatori gliene recuperino molti altri dalla foresta in modo da creare l’allevamento più fruttuoso e vario. Gli animali sono disposti in una grigia di 4×4 e la meccanica ruota attorno a 4 dadi colorati che indicano le 4 colonne di 4 carte: ogni giocatore piazza un cacciatore a turno, scartando il relativo dado (il colore del dado deve corrispondere al token davanti alla colonna e il suo valore deve corrispondere alla distanza). I dadi non utilizzati sono passati al giocatore a sinistra e così via. La particolarità è che ogni giocatore vede la griglia da un lato diverso e quindi un 3 rosso assume un significato diverso per ciascun giocatore: questo permette di valutare cosa si lascia agli altri e giocare in modo aggressivo lasciandogli “coordinate” nulle, vuote o inutili. Al proprio turno un giocatore può anche pagare per svolgere delle azioni opzionali: far tornare i cacciatori (di tutti) con le prede su cui sono, ritrare tutti i dadi (anche quelli scartati) e riempire nuovamente la griglia. Ogni volta che si forma una coppia si riceve dell’oro. A fine partita il denaro determina il vincitore.

Impressioni:
Il gioco che mi ha divertito di più durante la rassegna, anche se come detto ne ho provati purtroppo molto pochi. Semplice, ma non banale, la meccanica dei dadi offre durante ogni turno un ventaglio di due o tre scelte interessanti che mantengono il gioco vivo e mai pesante. Tra quelli che ho visto inoltre mi sembra quello più “pronto” a vedere lo scaffale di un negozio: qui paga la conoscenza e l’esperienza in campo ludico dell’autore. Le illustrazioni anche se forse non definitive sono piacevoli e strizzano l’occhio ad un pubblico in gonnella.

Infine vorrei chiudere con altri due giochi che hanno attratto la mia attenzione, ma che purtroppo non ho potuto provare. Il primo è Starship Scramble di Simone Cerruti Sola. Si tratta di un gioco strategico/gestionale ad ambientazione fantascientifica, dalla difficoltà media e strategia elevata. Il gioco dura dai 60 ai 90 minuti ed è per 2-4 giocatori; in esso le super-potenze terrestri sono proiettate in una corsa per la leadership coloniale e tecnologica senza pari, ma le loro mosse sono limitate dalle rigide regole della Dittatura Burocratica Mondiale, atta a prevenire ogni conflitto tra le nazioni e al riequilibrio delle loro forze. I pianeti da colonizzare e quelli da terraformare vanno scelti con cura, perchè essi devono fornire il miglior vantaggio in termini di risorse e di punti-vittoria, ma non è di certo facile con 40 mondi sconosciuti, suddivisi in 6 tipologie di pianeti dalle differenti caratteristiche.

Il secondo gioco è invece Space Paranoia, un gioco per 1-4 giocatori dai 30 minuti circa, dell’autore Roberto Toia. Il gioco è nato un anno fa come collaborativo demenziale e dopo due “passaggi di IdeaG” si è sempre più incattivito. Si presenta divertente ma al tempo stesso molto tattico. I giocatori fanno parte di un equipaggio di una scassatissima nave spaziale che affronta un viaggio di 30 giorni verso casa, ovvero la Terra. Ad ogni turno però compariranno nuovi problemi, dall’arrivo di alieni all’impatto di asteroidi, sino alla nuova comparsa di astronavi nemiche. 3 azioni per astronauta permettono di fare riparazioni, salti spaziali e simili, ma il difficile sta negli spostamenti coordinati: infatti ogni stanza è collegata con le altre attraverso portelli di 4 colori, che si aprono e chiudono nello stesso tempo premendo relativi interruttori. Quindi serve sempre un occhio in più per trovare la giusta via, senza ostacolare troppo gli altri… o farli andare in asfissia! Due giochi intriganti quindi, che mi riservo di provare non appena i simpatici autori me ne daranno la possibilità.

Starship Scramble

Starship Scramble

Nella photogallery sulla pagina Facebook di Giochi e Giocatori potete vedere le foto di Race Rage di Diego De Vita, Escartons, Space Paranoia, e La Trama è semplice di Roberto Toia.

Vorrei chiudere questo articolo con l’augurio di poter dedicare alla prossima edizione di questa iniziativa tutto il tempo che merita, riuscendo magari ad arrivare all’agognata meta dei 10 giochi provati… ci proveremo.

Riprendo la parola per ricordarvi l’anteprima di Trickerion e per augurarvi Buon Gioco.

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